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La figura di Italia Donati

Italia Donati Storia

Durante l'Ottocento l’accesso alle donne al mondo della scuola rappresentò una rivoluzione sociale, l’inizio dell’emancipazione.
Tale rivoluzione sociale trovò delle difficoltà: stereotipi di ogni tipo e accuse infamanti contro le maestre. Bastava poco per rovinare la buona reputazione di una maestra, è il caso di Italia Donati. A quel tempo le maestre venivano scelte dai sindaci, che potevano rinnovare o disdire gli incarichi a loro piacimento. Il Sindaco di Lamporecchio Raffaello Torrigiani offre ospitalità alla giovane maestra che è costretta ad accettare l’invito. La presenza della maestrina alla villa del Sindaco susciterà da subito invidia, intolleranza e ostilità. Le voci del popolo aumentano ma la maestrina si dedica ancora di più al suo lavoro, fino al giorno in cui riceva una lettera anonima sul presunto aborto. Italia cerca di proclamare la sua innocenza, chiede una visita medico-legale che ne accerti la verginità. Non riuscirà a ottenerla e l’ispettore Renato Fucini le consiglierà di trasferirsi. Italia si trasferisce in una nuova scuola ma riceverà ancora lettere anonime che le attribuiscono nuove relazioni. Ossessionata e stremata si suicida. Il primo giugno 1886 Italia Donati lasciava una lettera ai familiari per chiedere il perdono del suo suicidio, chiedendo ai parenti di autorizzare i medici a verificare la sua verginità. L’accertamento confermava quanto detto dalla ragazza smentendo la voce del popolo. Questo tragico evento venne messo in risalto dalla stampa e servì a far luce sugli innumerevoli episodi di cui le maestre erano vittime.

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