Dinamiche politiche dell'Europa occidentale negli anni Cinquanta

Nel 1958 una crisi politica in Francia legata alla decolonizzazione dell'Algeria riporta in scena De Gaulle il quale, dopo aver promosso un mutamento della Costituzione (viene attribuito un peso molto maggiore al presidente della Repubblica), viene eletto presidente della Repubblica francese. Nel contesto occidentale De Gaulle svolge un ruolo determinante nel tentare di svincolare sia la Francia sia la Comunità europea in via di formazione da quella che egli giudica una troppo pesante tutela statunitense. Per questo promuove una politica di riarmo e si oppone all'ingresso del Regno Unito nella Cee. Nel Regno Unito si alternano al governo conservatori e laburisti. I conservatori di Churchill procedono alla riprivatizzazione dell'industria siderurgica e alla cancellazione di una parte delle spese sanitarie però riuscire a risolvere il problema del deficit del bilancio statale. In Germania, con il Congresso di Bad Godesberg del 1959 il Partito socialdemocratico (Spd) abbandona la sua impostazione marxista e dichiara di accettare i princìpi di un'economia di mercato. Questa svolta della Spd consente la formazione nel 1966 della "grande coalizione" ovvero un'alleanza tra cristiano-democratici, cristiano-sociali e socialdemocratici. In Italia, gli anni che vanno dal 1948 al 1969 sono caratterizzati da una grande trasformazione della società e del sistema produttivo. Dalla metà degli anni Cinquanta la storia italiana è segnata dal miracolo economico che da dell'Italia un paese pienamente industrializzato, che assiste alla fotte espansione del settore automobilistico e che riesce a realizzare un vasto piano di ampliamento della rete stradale. Dal punto di vista politico gli anni tra il 1948 e il 1957 si caratterizzano per il prevalere delle coalizioni centriste (Dc più liberali, repubblicani o socialdemocratici). Esse mettono in atto una riforma agraria che porta all'espropriazione e redistribuzione di 750.000 ettari di terra, e istituiscono la Cassa per il Mezzogiorno, ente a cui assegnano il compito di coordinare i finanziamenti e i sostegni riservati alle regioni meridionali. Nel 1953 il governo De Gasperi approva una riforma elettorale che nello stesso anno viene abrogato. Dal 1957 al 1960 dominano governi di centro-destra. La Dc infatti accetta l'appoggio del Movimenti sociale italiano, partiti di estrema destra. Gli anni tra il 1960 e il 1968 si caratterizzano per il prevalere di coalizioni di centro-sinistra; la Dc apre al Partito socialista. Il centro-sinistra inaugura due significative riforme approvate nel 1962, la nazionalizzazione dell'energia elettrica con la costruzione dell'Enel e la costruzione della scuola media unificata.

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