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Destra storica

Il Regno d'Italia è una realtà economicamente arretrata, povertà diffusa e molte malattie da sottoalimentazione. Non vi è una lingua nazionale ma molti dialetti. Il paese, ancora agricolo, non è ancora stato raggiunto dalla rivoluzione industriale. Rimangono inoltre ancora aperti i due problemi di annettere Venezia e Roma, che si cerca di annettere con il governo Rattazzi. Con la morte di Cavour il governo passa a Bertino Ricasoli che ha come obiettivo la “piemontesizzazione dell'Italia. La Costituzione del Regno diventa lo statuto albertino. Il 1 Marzo del '62 Ricasoli si dimette e il ministero passa a Rattazzi. Intanto Garibaldi in questi mesi aveva fondato una nuova associazione in modo da arruolare nuovi volontari. Si reca poi in Sicilia dove continua nella sua opera. 1 Agosto del '62 Garibaldi e i volontari marciano su Roma. Vittorio Emanuele gli dice di non attraversare lo stretto ma Garibaldi, credendo che volesse fare come la prima volta, lo attraversa e viene subito seguito dalle guardie regolari. Si ritira così nell'Aspromonte. Il 29 Agosto Garibaldi viene ferito ad una gamba. Di questo avvenimento (Garibaldi che marcia su Roma) viene incolpato Rattazzi e il governo cade e passa a Farini e Minghetti. Essi devono vedersela col problema del brigantaggio nel meridione. Nel 1864 Garibaldi viene nominato capo della Massoneria e si reca a Londra dove viene ben accolto. Minghetti fa la cosìddetta “convenzione di Settembre” con Napoleone III. Si rinunciava a Roma ma in cambio Napoleone avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dalla città. Quando questa notizia arriva a Torino la popolazione insorge e Minghetti si dimette e il governo passa a La Marmora. Il codice penale si estende in tutti i territori italiani. Si completa anche l'unificazione monetaria (lira piemontese).

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