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Nel 1953 muore Stalin e in alcuni stati satelliti gli oppositori cercano di approfittare del momento di debolezza e di crisi facendo scoppiare rivolte, spesso represse nel sangue.
Nessuno sembra riuscire a riprendere il potere di Stalin, fino a quando, nel 1955, non riesce ad imporsi Chruscev (Krusciov), che, mantenendo un forte controllo sull’est, è molto diplomatico e riesce a creare un clima di maggiore distensione riuscendo a riconciliarsi con Tito, sciogliendo il Cominform e accettando inoltre che ogni partito comunista degli altri paesi potesse scegliere di fare capo o no all’URSS.
Nello stesso tempo stipula anche il Patto di Varsavia, l’alleanza militare tra i paesi socialisti dell’est per opporsi alla NATO.
Nel ventesimo congresso del PCUS Chruscev denuncia i crimini di Stalin e libera moltissimi prigionieri politici. Questo fatto suscita consenso nei paesi occidentali ma anche rivolte in Polonia (pacifiche) e in Ungheria (armate).

In Ungheria in particolare vi è una rivolta armata guidata dal politico ungherese Imre Nagy, che inizialmente sembra vincere ma che poi, con l’intervento diretto con i carri armati dell’URSS, viene represso.

Nel 1957 i russi lanciano nello spazio lo Sputnik, il primo satellite orbitale, battendo così gli americani nella corsa allo spazio; causando ad una rivoluzione totale in ogni campo della vita sociale americana (persino riforma scolastica). Gli americani raggiungono il sorpasso nel 1969 con l’allunaggio del programma Apollo.

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