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Dopo la guerra, in Germania fu proclamata una repubblica, guidata da un governo provvisorio. La situazione interna è delicata, e nel gennaio del 1919 a Berlino scoppia una rivoluzione guidata dal Partito Comunista Tedesco, finalizzata ad abbattere il capitalismo.
L’11 Agosto 1919 l’Assemblea costituente proclamò la repubblica di Weimar: la Germania diventa una repubblica federale. Gli oppositori di questo sistema fecero vari attentati e colpi di stato, e la situazione era aggravata anche dalla disastrosa condizione economica, dalla disoccupazione e dall’inflazione che rese impossibile pagare i risarcimenti di guerra. La Francia dunque occupa il bacino minerario della Ruhr come garanzia del pagamento.

Nel febbraio del 1920 Adolf Hitler fonda un movimento politico di estrema destra, il Partito Nazista, che voleva instaurare in Germania un regime autoritario. Hitler tentò anche un colpo di stato a Monaco, ma fallì. La Germania tuttavia godette negli anni 20’ un periodo un po’ più sereno perché l’economia tedesca ebbe aiuti dall’America e i debiti di guerra vennero ridotti. La crisi economica del 29 però rafforzò in Germania le tendenze di estrema destra. Il partito Nazista divenne il secondo partito del paese, dato che Hitler fu battuto da Hidenburg nelle elezioni. Ma le crisi interne portarono a nuove elezioni con le quali Hitler ottiene il cancelierato, nel 1933.

I nazisti allora imposero il loro potere screditando i partiti di sinistra, provocando incendi, usando la violenza per eliminare gli oppositori, praticando una politica del terrore che limitava le libertà politiche e civili e obbligando le classi medie ad aderire al paritto. Alle elezioni il partito Nazista ottenne la maggioranza. Hitler si assicurò i pieni poteri, e nel paese fu dichiarato partito unico quello nazista. Venne istituita una polizia segreta, la Gestapo, che doveva reprimere ogni forma di opposizione. Alla morte di Hidenburg, Hitler ottenne il potere assoluto. Si stava creando il Terzo Reich. Hitler assume il potere anche grazie ad una forte propaganda e il suo partito poté contare sull’arruolamento dei giovani. La principale ragione del consenso del popolo tedesco al programma hitleriano era quella dei buoni risultati ottenuti in campo economico, attuando una politica autarchica.

L’ideologia del nazismo si basava su due elementi: la superiorità della razza ariana (popolo tedesco), e quello dell’ineguaglianza, che ammetteva la sottomissione delle masse ai capi e delle razze inferiori a quelle superiori. Da ciò nasce l’antisemitismo nazista: il popolo ebraico era considerato come l’origine di tutti i mali del mondo, come il liberalismo, la democrazia o il marxismo. Iniziò dunque una vera e propria persecuzione verso gli ebrei resa legale con le leggi di Norimberga, in base alle quali le persone di origine ebraica furono private della cittadinanza tedesca, non potevano sposarsi con tedeschi e furono obbligati a rendersi riconoscibili esibendo suigli abiti la stella di David.

La politica estera nazista fu aggressiva nei confronti dei paesi “naturalmente tedeschi” come l’Austria e la Cecoslovacchia, la cui acquisizione costituiva un passo in avanti per un espansione che avrebbe portato i tedeschi ad avere una “grande patria germanica” (pangermanesimo).
L’Europa sottovalutò il nazismo per vari motivi: Hitler realizzò il suo programma con lentezza, la Germania non era l’unico pasese ad avere una dittatura dopotutto e perché l’anticomunismo di Hitler era condiviso in politica internazionale.

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