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Dopo la prima guerra mondiale solo gli Stati Uniti, che erano stati marginalmente coinvolti nel conflitto, conobbero una notevole crescita economica. Il più grande terremoto economico della storia avvenne nel 29. La borsa di Wall Street a New York subì un ribasso dei titoli: i possessori di azioni tentarono di svenderle per limitare le perdite, i risparmiatori cercarono inutilmente di ritirare i propri depositi in banca.
La crisi di diffuse in tutto il mondo a partire dall’Europa. La situazione peggiore era in Germania dove il valore della moneta si era ridotto in pratica a 0. La conseguenza sociale più grave fu la disoccupazione di massa.
Questa crisi causò il fallimento della dottrina economica liberalista. Si tentò di rispondere alla crisi col protezionismo (che causò il calo del commercio mondiale) oppure svalutando le monete.
Si crearono mercati chiusi e protetti.
I vari Stati decisero di intervenire nell’economia, in vari modi:

- in modo democratico attraverso il New Deal americano;
- in modo autoritario.
Tre strade furono intraprese per risolvere la crisi:
- quella sovietica: L’Unione Sovietica di Stalin se da un lato causò pesanti costi umani, dall’altro portò a una modernizzazione dell’economia del paese.
Dopo la crisi del 29 ci furono gli anni della depressione, in cui l'Unione Sovietica propose il suo socialismo in un solo paese come alternativa al fallimento imminente del capitalismo mondiale
- quella nazifascista: la strada autoritaria, fu imboccata dell'Italia fascista, dalla Germania nazista, dal Giappone militarista. questi stati allargarono i propri mercati, militarizzarono la società spingendola alla guerra sulla base del rifiuto razzista e politico dell’altro.
- quella statunitense: si ebbe negli usa.
Il New Deal, ovvero il nuovo corso, fu voluto da Roosevelt. egli intervenne sulla spesa pubblica, bloccò il panico finanziario, diede lavoro ai disoccupati, fissò i prezzi dell’agricoltura, attuò programmi di lavori pubblici. fece riforme sociali come il Wagner Act , che garantì i diritti dei lavoratori, assicurò salariali minimi e la settimana lavorativa di 40 ore.
Nacque così il Welfare state, cioè lo stato del benessere.
Il New Deal si ispirava alla teoria dell’economista Keynes, che prevedeva:
- tassazione dei ceti più abbienti;
- diminuzione dei tassi di interesse per cui l’accesso al denaro era più facile;
- programma di opere pubbliche per assorbire la manodopera;
- deficit spending  intervento dello stato per rilanciare l’economia;
Gli stati uniti hanno un collasso --> speculazione finanziaria delle banche.
Le azioni sono un pezzetto di un attività, esse venivano acquistate ad un prezzo basso e rivendute ad un prezzo più alto.

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