Video appunto: Contestazione giovanile negli USA negli anni '60

La contestazione giovanile negli USA negli anni '60



La contestazione giovanile ha costituito un aspetto caratteristico degli anni ’60 nei paesi occidentali. In quel periodo, in America si manifestò in modi particolarmente violenti, provocatori, anticonformisti e trasgressivi, tali da coinvolgere tutti i settori della società e della cultura.

All’origine del movimento c’era il rifiuto della società del benessere, l’ansia per un futuro su cui pesava il pericolo di una guerra atomica ed uno scontro piuttosto violento fra le generazioni.

Il movimento iniziò negli Stati Uniti la cui società era piena di contraddizioni: gli USA, simbolo della libertà e della democrazia erano però ostili ai diritti della popolazione afro-americana. Inoltre essa si configurava come patria del consumismo, finalizzato al conseguimento della felicità e del conformismo che, tuttavia, bandiva come pericolose ed immorali le corse in motocicletta e il ballo. In un primo momento, l’opposizione si concretizzò con un rifiuto della civiltà moderna: infatti, lo scopo non era di abbattere le istituzioni, ma di vincere l’ipocrisia della società borghese con esperienze di vita comunitaria, considerate più autentiche perché fondate sull’uguaglianza e sulla libertà. Si ricercata un tipo di cultura alternativa in cui la filosofia orientale si intrecciava con le nuove tendenze letterarie e musicali. Le varie comunità hippy furono gli esempi più significativi. Nel 1964, la contestazione arrivò fino all’Università e a questo si unirono la protesta della minoranza nera per il riconoscimento dei diritti civili e quella contro la guerra del Vietnam.In quest’ultimo caso furono numerosi i giovani che respinsero la cartolina-precetto. La protesta contro la guerra raggiunse il suo apice nel 1967 quando mezzo milione di giovani marciarono sul Pentagono. Tuttavia, l’episodio costituì anche l’inizio del declino della contestazione. Questo successe perché il movimento dopo aver messo in dubbio le autorità esistenti (genitori, rettori delle università, l’esercito, i partiti) non fu in grado di darsi un’ideologia e nemmeno creare un proprio partito.