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Le conseguenze della sconfitta di Novara

La sconfitta di Novara ebbe conseguenze funeste in tutta la penisola: si scatenarono ovunque, da nord a sud, le forze della reazione.
La città di Brescia, dopo l’armistizio, volle e tentò di resistere alle truppe austriache, ma si scatenò su di essa per ben dieci giorni l'immane ferocia del generale Haynau, che la costrinse alla resa (fu, da allora, chiamata Leonessa d’Italia).
Gli Austriaci, nel frattempo, continuarono la loro lenta e inesorabile discesa: giunti nell'Emilia, ricondussero i principi fuggiaschi dei Ducati e occuparono Bologna.
In Toscana, invece, i moderati, ostili alla dittatura del Guerrazzi, richiamarono il Granduca. Egli, tuttavia, si fece precedere da truppe austriache, le quali domarono la ribellione di Livorno; Leopoldo II rientrò a Firenze nel luglio 1849 vestito da generale austriaco, togliendo ai moderati tutte quante le speranze che riponevano in lui e provocando l’avversione dei sudditi, anche se la sua reazione fu abbastanza mite.

Nel regno delle Due Sicilie Ferdinando II intervenne ancora contro un ultimo sussulto della Sicilia, finché ne domò completamente l’insurrezione verso il maggio 1849. Rimanevano in Italia le sole forze democratiche di Roma e di Venezia, disposte ad un’estrema resistenza.

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