Fabrizio Del Dongo
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[j2]I primi tentavini americani e russi Il 12 aprile 1961, il sovietico Iouri Gagarin portò a termine una rivoluzione completa intorno alla terra e atterrò sano e salvo a 700 metri a sud di Mosca, diventando così il primo uomo ad effettuare un volo orbitale. Questa impresa, aggiunta ai precedenti successi spaziali sovietici nello spazio, mortificò ‘orgoglio degli Americani. Un mese più tardi, l’astronauta Alan Shepard, effettuò per un quarto d’ora un volo sotto orbitale di circa 500 chilometri. L’avvenimento segnò una data importante nel programma spaziale americano Mercury, ma restò senza paragone con il volo sovietico di circa 400.000 chilometri intorno alla terra.

Indice

  1. Il progetto di Kennedy
  2. Il progetto Apollo dal 1962 al 1968
  3. Progetto Apollo: obiettivo raggiunto

Il progetto di Kennedy

Cosciente dell’ansia crescente degli Americani, nei confronti dei successi sovietici nello spazio, il presidente John Kennedy sui lanciò in una sfida audace. Formulò il desiderio di poter inviare un uomo sulla Luna prima della fine del decennio. Durante questo periodo, nessun altro progetto spaziali susciterà tanta impressione nell’umanità, come ebbe a sottolineare il presidente stesso. Il vice presidente Lyndon Johnson dette il proprio appoggio al progetto presidenziale e continuò a farlo per tutta la durata del suo mandato alla Casa Bianca.
Il programma Apollo suscitò alcune reazioni ostili. I detrattori giudicavano il progetto alquanto stravagante, se non irrealizzabile. Sarebbe costato 24 miliardi di dollari, avrebbe richiesto il lavoro di mezzo milione di operai e avrebbe interessati per anni la maggior parte delle ricerche scientifiche americane. Ma i sostenitori rispondevano che impadronirsi dello spazio avrebbe comportato il dominio del mondo intero. Da sua, l’opinione pubblica non reagì molto. Questo vasto programma di ricerca e di formazione andò avanti sotto la direzione del centro della NASA (National Aeronautics and Space Administration) di Houston.

Il progetto Apollo dal 1962 al 1968

Nel febbraio 1962, John Glenn portò a termine tre rivoluzioni intorno alla terra. Seguirono altri tre voli Mercury, per cui il programma ebbe successo. Successivamente, gli Stati Uniti sui dettero come obiettivo il lancio di voli con la presenza di due astronauti, nel quadro del programma Gemini con un computer di bordo che gestiva il funzionamento della navicella. Nel giugno 1965, mentre Edward White camminava nello spazio, mentre il suo compagno di squadra, James McDivitt, fotografò l’impresa restando all’interno della capsula orbitale. White indossava una spessa tuta spaziale che lo proteggeva dalle radiazioni, dal freddo che regnava fuori della navicella e dall’impatto delle meteoriti, la cui velocità avrebbe potuto essere enorme. Inoltre, era collegato alla navicella da un cordone di sicurezza e si poteva spostare in tutta libertà. Tre mesi prima di White, un Sovietico aveva effettuato una prima passeggiata nello spazio. Le Russi sono stati anche i primi ad inviare una donna nello spazio e a depositare sulla uno strumento non abitato. Tuttavia, verso la metà degli anni ’60, la tecnologia sovietica conobbe una battuta di arresto. Poco dopo il lancio, il programma Apollo subì un terribile incidente.
Nel gennaio 1967, gli astronauti Virgil Grisson, Edward White e Roger Chaffee persero la vita in un incendio scoppiato nella loro navicella. Questo episodio comportò la revisione progettuale della capsula orbitale, in funzione della sicurezza.
Nel dicembre 1968, Apollo 8 portò a termine dieci giri intorno alla luna.
Nel maggio 1969, Apollo 9 ne compì uno, tenendosi a 15 chilometri di distanza dalla superficie lunare.

Progetto Apollo: obiettivo raggiunto

La prova della verità ebbe luogo il 16 luglio 1969. Gli anni di lavoro e i miliardi di dollari riservati alla conquista dello spazio raggiunsero il loro obiettivo col il volo Apollo 10. Im quel giorno il missile prese il volo e quattro giorni più tardi, il comandante di bordo Michael Collins riesce a collocare Columbia nell’orbita lunare, mentre Neil Armstrong e Edwin Aldrin si preparavano a mettere piede sulla luna, con l’aiuto del modulo lunare Eagle. Constatando che il pilota automatico del veicolo li stava dirigendo verso un terreno accidentato, Armstrong si mise al comando e riuscì a posarsi piano piano sul mare della Tranquillità. Armostrong uscì allora dalla navetta spaziale: l’evento fu seguito da milioni di telespettatori, grazie ad una telecamera fissata alla base dell’Eagle. La frase che egli pronunciò, posando il piede sulla Luna, fu la seguente: “ Si tratta di un piccolo passo per l’uomo, ma di un gigantesco salto per l’umanità.” Nei loro scafandri spaziali, Aldrin e Armstrong saltellavano in modo assai strano sulla superficie lunare poiché la gravità è sei volte più debole rispetto a quella della terra. Essi raccolsero dei campioni del suolo lunare, misero in atto delle esperienze per le future ricerche e abbandonarono una parte del loro equipaggiamento al fine di poter alleggerire il viaggio di ritorno. Si rivolsero al presidente Nixon prima di risalire sulla navicella spaziale. I due astronauti ritornarono sulla terra, senza incidenti, il 24 luglio. Meno di dieci anni dopo il primo volo nello spazio con un uomo a bordo, l’impegno preso dal presidente Kennedy era stato così mantenuto.

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