Video appunto: Belgio – Conquista dell’indipendenza

Il Belgio e la conquista dell'indipendenza



Con il congresso di Vienna, la Fiandre meridionali, ex possedimento degli Asburgo e corrispondenti all’attuale Belgio, furono annesse al regno d’Olanda. La convivenza fu subito molto difficile a causa delle differenze economiche, religiose e economiche; fu così che il malcontento si diffuse nella maggior parte della popolazione.
La popolazione belga era di circa 3.000.000 di fronte a quella olandese di 2.000.000. Essa si sentiva penalizzata nella rappresentanza elettorale; inoltre gli organi principali del governo erano tutti concentrati nella parte nord del regno. I Belgi erano quasi del tutto esclusi dagli uffici civili e militari e dalla composizione dei vari ministeri; infine, la maggior parte del debito pubblico olandese era messa sul conto del Belgio. A questo, si aggiungeva l’imposizione dell’obbligo di conoscenza del fiammingo. Anche gli interessi economici erano diversi: il Belgio era prevalentemente un paese agricolo e industriale, mentre l’Olanda era più che altro specializzata nell’attività commerciale perché da sempre era una grande potenza marittima. Infine, i Belgi chiedevano dazi di tipo protezionistico, mentre gli Olandesi reclamavano la libertà più assoluta nel commercio. La questione era resa ancora più grave dalla questione scolastica e religiosa. Il clero belga, per esempio, era ostile alla libertà di culto e all’ammissione alle cariche dello Stato senza che si tenesse conto della confessione dei candidati; da parte sua, invece, il Governo tendeva a fare dell’istruzione un monopolio statale per sottrarlo quindi al clero cattolico. In Belgio esistevano due partiti: clericale e liberale, ognuno dei quali reclamava una tipo diverso di riforme. Quando i due partiti raggiunsero un accordo, sulla base della completa libertà di culto, di stampa e d’insegnamento, l’opposizione belga esplose in tutto il suo vigore.
Il punto di partenza fu la Rivoluzione di Luglio, in Francia, del 1830 e la scintilla che fece scoppiare la sommossa ebbe origine dal teatro di Bruxelles in cui si rappresentava La muta di Portici, avente come sfondo la sommossa di Masaniello. Fu così che l’entusiasmo patriottico si riversò per le strade di Bruxelles e le forze dell’ordine non dovettero far altro che arrendersi. Gli insorti abbatterono gli stemmi della monarchia e presero come simbolo il vecchio tricolore del Brabante, una regione storica, posta sulla riva sinistra della Mosa. Il re d’Olanda inviò l’esercito, ma alla fine fu costretto a ritirarsi. Si costituì un governo provvisorio che dichiarò il Belgio indipendente e un mese dopo fu convocato un Congresso nazionale che dette al Belgio una nuova costituzione, costruita sulla falsa riga di quella francese. Da parte loro, gli Stati europei non intervennero o perché non erano in grado, o perché si disinteressarono o si guardavano con sospetto. Su richiesta del principe Guglielmo d’Orange, nello stesso anno, fu convocata la Conferenza di Londra che ratificò la divisione in due regni e l’indipendenza delle province belghe raggruppate in un unico Stato, con un regime costituzionale. Fu stabilita anche la perenne neutralità del nuovo Stato (esso non poteva legarsi a nessuna alleanza europea, né nessuna potenza straniera lo poteva aggredire o violare il suo territorio). Tale neutralità avrebbe dovuto essere garantita dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Prussia. La corona del Belgio fu offerta a Leopoldo I, principe di Sassonia-Goburgo. L’Olanda non accetto serenamente il verdetto della Conferenza di Londra e fu necessario l’intervento franco-inglese, ma alla fine, nel 1832, si dovette piegare. Tuttavia diverse controversie collegate ai patti di separazione, come quella del debito pubblico, si trascinarono fino al 1830, anno in cui, a Londra, fu firmato il trattato definitivo.