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La conquista della libia

Giolitti fece una politica coloniale per:
-aumentare il prestigio internazionale dell’Italia.
-assecondare i maggiori gruppi industriali e finanziari.
-accontentare l’opinione pubblica.
Giolitti cambiò pero l’obbiettivo: non più l’Etiopia ma la libia. Il governo italiano, accettando il dominio francese in Tunisia e Marocco, aveva ottenuto in cambio il ‘diritto di conquista’ della Libia. Nel 1911 l’Italia dichiarò guerra alla Turchia che dominava la Libia. La popolazione araba della Libia organizzò una forte resistenza e furono inviati in Libia altri militari. Non riuscendo a piegare la resistenza libica, l’Italia cambio tattica e attaccò la Turchia. I turchi firmarono nel 1912 il trattato di Losanna con il quale cedevano all’Italia il dominio sulla Libia.
Lo ‘scatolone di sabbia’
L’avventura coloniale comportò notevoli spese e non aveva grandi ricchezza minerarie. ’Scatolone di sabbia’. Le banche che finanziarono i nuovi insediamenti italiani, gli armatori e l’industria militare ne trassero vantaggi economici. La sovranità dell’Italia sulla Libia rimase limitata per anni esclusivamente alla fascia costiera.

Il suffragio universale maschile

Nel 1912 venne emanata una nuova legge elettorale che introduceva il suffragio universale maschile e vennero ammessi al voto i cittadini maschi che avessero compiuto 30 anni. Per accedere al voto a 21 anni era necessario i servizio militare o saper leggere e scrivere. Giolitti intendeva avvicinare alle istituzioni i 2 grandi movimenti di massa ovvero socialisti e cattolici. Ma per avere la meglio sui socialisti (che dominavano il mondo operaio) occorreva allearsi con i cattolici (che dominavano il mondo contadino).

Giolitti e i cattolici

Il non expedit (divieto sancito nel 1874 da Pio IX per tutti i cattolici di votare e essere votati nelle elezioni dello stato italiano) venne ammorbidito da Pio X. Dopo il rerum novarum i cattolici si erano impegnati nella società attraverso l’opera dei congressi, una federazione cui attività spaziava dall’assistenza caritativa. Erano sorti i sindacati cattolici e le cooperative bianche. Venne fondata l’azione cattolica. L’organizzazione che inquadrava il laicato cattolico sotto la guida del papa e dei vescovi. Nel 1913 vi fu il Patto Gentiloni. I cattolici promettevano di votare quei candidati liberali che avessero sottoscritto l’impegno di difendere la chiesa. Le elezione del 1913 Giolitti riuscì a ottenere ma maggioranza.

1914 finisce l’età giolittiana

La guerra in Libia aveva indebolito il governo guidato da Giolitti che preferì dare le dimissioni. Il suo successore fu Salandra. In Romagna e nelle Marche scoppiarono dei disordini per la presenza dei socialisti e vi fu la settimana rossa. Salandra inviò l’esercito a reprimerli. Vi era un clima di tensione.
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