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IL CONNUBIO CAVOUR - RATTAZZI

Il momento politicamente più rilevante di tutta l’azione di Cavour fu però un’operazione politica che lo portò a diventare capo del governo al posto di D’Azeglio: egli aveva capito che la posizione in cui si era posto D’Azeglio, tra destra estrema e moderata, non si era rivelata proficua poiché con le leggi Siccardi la destra estrema non aveva voluto votare il disegno di legge. Egli quindi, una volta che si ebbero le dimissioni del precedente governo, non poteva che guardare con apprensione ad una nuova alleanza con la destra estrema: Cavour, infatti, aveva deciso di schierarsi apertamente con la destra moderata ma invece di ragionare con l’altra parte dello schieramento di governo, decise di guardare al partito di sinistra, chiedendo anche a tale partito di abbandonare gli estremismi per traghettare il paese in una nuova era.
Egli riuscì a diventare Primo ministro grazie ad un’alleanza politica con la sinistra moderata, il cui maggior esponente, Rattazzi, ottenne la carica non propriamente politica quanto istituzionale di Presidente della Camera: inizialmente però né D’Azeglio né il re erano convinti della solidità di tale maggioranza, ma il re fu poi costretto ad accettare che il governo Cavour iniziasse i lavori nel 1852. Così riuscì a spostare l’asse politico del Piemonte verso una posizione più moderata che anche agli occhi della Francia e dell’Inghilterra era ben vista e anche a far approvare dei provvedimenti che la destra moderata non avrebbe mai accettato.

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