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Il Biennio Rosso in Italia

Le elezioni del 1919

Nel novembre del 1919 si tennero delle elezioni che rivoluzionarono il quadro politico italiano. Innanzitutto venne utilizzato per la prima volta il sistema proporzionale che favoriva una maggiore democratizzazione della vita politica.
Ebbero la meglio i due grandi partiti di massa, meglio radicati e organizzati: il Partito socialista e il Partito popolare.

L’occupazione delle fabbriche

Dopo gli scioperi e l’occupazione delle terre, nel 1920 la protesta fece un ulteriore salto di qualità passando all’occupazione delle fabbriche. Il sindacato dei metalmeccanici aveva chiesto agli industriali il rinnovo del contratto per ottenere aumenti salariali, ma ogni richiesta venne respinta; di conseguenza, i sindacati proclamarono uno sciopero bianco, cioè gli operai entravano in fabbrica ma non lavoravano, perciò gli industriali dichiararono la chiusura degli stabilimenti.

In agosto scattò infine l’occupazione delle fabbriche, guidata dai sindacati rossi, mentre i sindacati cattolici rimasero estranei alla protesta.

La mediazione di Giolitti

Nel giugno 1920 fu chiamato Giolitti a sostituire il governo Nitti: riteneva che l’occupazione non avrebbe avuto alcun sbocco rivoluzionario e assunse un atteggiamento neutrale, realizzando un’opera di mediazione e riconciliazione tra CGL e industriali con cui gli operai ottennero aumenti salariali e in cambio sgomberarono le fabbriche. Tuttavia, continuò a diffondersi il timore di una sommossa sociale.

Nasce il Partito comunista

Nonostante la vittoria elettorale, il socialismo risultava diviso al suo interno: da una parte, i massimalisti presero a modello la Rivoluzione Russa del 1917, mentre i riformisti, come Turati e Treves, rifiutarono il metodo rivoluzionario.
Al Congresso di Livorno del gennaio 1921 esplosero contraddizioni, poiché Lenin stesso voleva applicati i “21 punti” e chiese di estromettere i riformisti. In tale contesto, Gramsci si staccò dal Partito socialista e fondò il Partito comunista in Italia, ispirato a quello sovietico e formato da “rivoluzionari professionali”.

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