Già dalle prime circumnavigazioni dei Portoghesi nel XV-XVI secolo, l'Africa è sempre stata colonizzata per i prodotti tropicali e per i popoli sfruttati a lavoro (famose sono state le note tratte degli schiavi). Così prima delle guerre mondiali solo l'Etiopia e la Liberia erano indipendenti. Gli Stati colonizzatori sono stati:
-Francia che ha colonizzato Marocco e Tunisia nel 1956; Guinea nel 1958;
Madagascar, Mauritania, Mali, Senegal, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Benin, Niger, Ciad, Camerun, Congo, Gabon e Repubblica Centrafricana nel 1960; Gibuti nel 1977;
-Inghilterra che ha colonizzato Sudan nel 1956; Ghana nel 1957; Nigeria nel 1960; Sierra Leone e Tanzania nel 1961; Uganda nel 1962; Kenya nel 1963; Malawi e Zambia nel 1964; Botswana e Lesotho nel 1966; Swaziland nel 1968; Zimbabwe nel 1980 e Namibia nel 1990;
-Spagna che ha colonizzato Guinea Equatoriale nel 1968 e Sahara Occidentale nel 1976;
-Portogallo che ha colonizzato Angola e Mozambico nel 1975;

-Italia che ha colonizzato Etiopia nel 1941; Libia nel 1951; Somalia nel 1960 ed Eritrea nel 1993;
-Belgio che ha colonizzato la Repubblica Democratica del Congo nel 1960.
Le conseguenze della colonizzazione sono visibili ancora oggi nel Continente perché essa ha influenzato negativamente l'economia locale sfruttando al massimo le risorse minerarie e boschive ed aumentando la concentrazione massiccia dei popoli in luoghi impervi. Inoltre molti stati africani si sono trovati al centro di conflitti etnici per la lotta per l'indipendenza come è successo ad Algeria, Somalia, Eritrea, Ruanda, Burundi e Kenya.

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