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Le città industriali e lo sviluppo del sistema capitalistico


Il sistema di fabbrica è caratterizzato dal fatto che velocizza e aumenta in modo esponenziale la produzione. Tale sistema ha come ricaduta una fortissima concentrazione di popolazione nelle città (inurbamento), sedi delle fabbriche, e un mutamento, se non una vera e propria distruzione, del tessuto sociale rurale. I proprietari delle fabbriche dal canto loro consideravano l’operaio come una semplice forza-lavoro da sfruttare, e lo costringono dunque a orari di lavoro durissimi, ricompensati con miseri salari. Le città stesse si trovano impreparate a gestire la grande massa di persone che vi affluiscono. Per moltissimi le condizioni di vita nei sovraffollati quartieri dei nuovi centri industriali, privi di servizi pubblici e misure igieniche, sono estremamente disagiate.
La rivoluzione industriale è una delle tappe fondamentali nello sviluppo del sistema di produzione capitalistico, che presuppone la presenza sia di imprenditori sia di una massa di lavoratori salariati. Si tratta di un processo lungo e tormentato che porterà alla formazione di una società capace di produrre una quantità di ricchezza senza precedenti, ma caratterizzata anche da forti disuguaglianze sociali. Nella nuova società industriale anche i conflitti fra le classi assumeranno nuove forme rispetto al passato.
Nella prima metà del Settecento l’Europa attraversò una fase di rinnovamento economico e di crescita demografica, provocata dal miglioramento dell’alimentazione, delle conquiste in campo medico-sanitario, dalla diminuzione di carestie, epidemie e guerre. L’incremento demografico stimolò la domanda di beni agricoli e artigianali e lo sviluppo di tutti i settori produttivi. Lo sfruttamento intensivo dei campi, la razionalizzazione delle colture, l’utilizzo delle leguminose come fertilizzanti, i lavori di irrigazione e di bonifica, la diffusione dei nuovi prodotti originari dell’America (patata, pomodoro, mais ecc.), il miglioramento degli strumenti agricolideterminarono una vera e propria rivoluzione agraria, che dall’Olanda e dall’Inghilterra si diffuse in Francia e in Italia.
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