La caduta di Mussolini e armistizio italiano dell'8 settembre 1943


Crisi morale e politica:
Per l'Italia presunzione di una vittoria rapida e facile, non pronta
Per una guerra di tale durata, sacrifici duri, profilarsi di sconfitte , crisi.
Scossa per insuccessi militari, segno evidente che incapacità del regime a far coincidere parole con i fatti
Stava per finire la fiducia in Mussolini (diffidenza, ostilità)
In più umiliazione per perdite di tutti i territori africani.
Racconti amari di chi tornava dal fronte russo, e la memoria di chi non torno - intensificarsi dei bombardamenti aerei scarsezza dei generi alimentari (voltate le spalle al fascismo)

Sciopero operai marzo 1943
Si riattivano, per la scarsezza dei generi alimentari, sparsi nuclei antifascisti e dissensi.
Tra gli industriali del nord (Torino) per iniziativa degli attivisti comunisti, anche se motivati da richiesta aumento salari, ma significato politico evidente.

Opposizione interna al fascismo
Bisogna guardare dalla parte di quanti nel fascismo si erano riconosciuti coloro che avevano dato consenso passivo, risentimento di fronte alla disfatta.
Desiderio di sconfiggere Mussolini e perché l'Italia ponesse fine l'alleanza con i tedeschi.

Ruolo della monarchia e del gran consiglio:
Due degli istituti più legati al regime indipendenti l'uno dall'altro si resero interpreti di questi sentimenti.
Fra i primi dell'estate 1943: iniziative per provocare la caduta di Mussolini (casa Savoia, membri del gran consiglio)

10 luglio 1943, sbarco alleato in Sicilia
Si aggrava la situazione militare
Isola di Pantelleria occupata, era inizio dell'invasione del territorio nazionale in modo graduale ma senza sosta.

Primi di settembre: Calabria, a Salerno intanto sempre più frequenti i bombardamenti.

Ordine del giorno del 25 luglio 1943, caduta di Mussolini
Nel corso della riunione del gran consiglio del fascismo veniva approvato dalla maggioranza un ordine del giorno presentato da Dino grandi che equivaleva ad una dichiarazione di sfiducia nei confronti di Mussolini.
Giorno seguente in udienza dal re, Vittorio Emanuele III invitava Mussolini a rassegnare le dimissioni, arresto (carabinieri) nuovo governo.

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