Erectus 1160 punti

Dalla caduta del fronte russo alla disfatta di Caporetto

Il ritiro della Russia

Con il prolungarsi della guerra si crearono delle forti tensioni in Russia, dove in seguito ad una sommossa nel 1917 lo zar Nicola II abdicò. Salì al potere un governo rivoluzionario comunista, guidato dal capo dei bolscevichi, Lenin. La Rivoluzione, detta “d’ottobre” causò il ritiro dal conflitto. Lenin stipulò un armistizio nel 1917, trasformato in pace nel mese di marzo dell’anno successivo con l’Austria-Ungheria e la Germania.

La disfatta di Caporetto

Per l’Intesa fu un duro colpo l’abbandono del fronte da parte dei Russi, infatti più di 40 divisioni austro-ungariche si spostarono sul fronte occidentale. Il peso maggiore gravò sull'esercito italiano, che aveva condotto in primavera e in estate due offensive sul Carso e sugli altopiani. Tra 23 e 24 ottobre, gli austriaci con 7 divisioni tedesche spezzarono il fronte italiano a Caporetto, e ciò causò perdite gravissime di uomini e di mezzi.

La difesa del fronte sul Piave

L’Italia reagì e al governo Boselli successe un nuovo “ministero dell’unità nazionale” presieduto da Vittorio Emanuele Orlando. Si mobilitarono tutte le forze di lavoro per colmare le perdite, mentre al fronte la difesa della linea del Piave venne affidata ai veterani e alle giovanissime reclute delle ultime leve (classe 1899). Quest’ultimi, guidati dal generale Armando Diaz , (che intanto aveva sostituito Luigi Cadorna) contrastarono ogni incursione e si preparano alla riscossa. La guerra, che aveva causato tante perdite, aveva portato allo sviluppo di una coscienza nazionale, tanto che anche i socialisti abbandonarono la linea anti-bellicista ed esortarono gli italiani a difendere la nazione contro gli invasori stranieri.

Gli Stati Uniti intervengono nel conflitto

Dopo l’uscita di scena della Russia si verificò un evento che avrebbe influenzato non poco le sorti della guerra: l’intervento degli Stati Uniti a favore dell’Intesa. Il presidente americano Wilson, dichiarò guerra alla Germania in nome della libertà e del diritto dei popoli all'autogoverno e alla necessità di abbattere i regimi autoritari e al fine di creare i presupposti per una pace duratura. Nel giro di pochi mesi arrivarono in Europa enormi quantità di viveri, mezzi e uomini. Ciò determinò un ulteriore indebitamento dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti.

Le due fallite offensive degli imperi centrali

Nella primavera del 1918, Austria e Germania riunite le ultime riserve di mezzi e uomini, si prepararono per sferrare l’attacco decisivo. I tedeschi attaccarono gli anglo-francesi, facendoli arretrare fino alla Marna ( battaglia del Kaiser) ma il comandante francese Ferdinand Foch sferrò una potente controffensiva ( seconda battaglia della Marna), anche con l’aiuto dei contingenti giunti da oltreoceano, e costrinse i tedeschi ad un lento ma inesorabile movimento di ritirata che sarebbe continuato fino alla resa. Intanto nel mese di giugno l’Austria attaccava sul Piave, senza successo.

La battaglia di Vittorio Veneto e l’armistizio di Villa Giusti

L’esercito austriaco si manteneva abbastanza compatto e saldo, ma all'interno dell’impero asburgico c’erano forti tensioni dovute al malcontento popolare. La situazione peggiorò quando Turchia e Bulgaria, ormai esauste, chiesero la pace. Il generale Armando Diaz il 24 ottobre, giorno dell’anniversario della disfatta di Caporetto, diede inizio ad un’offensiva che determinò (nel giro di pochi giorni) lo sfondamento del fronte austriaco a Vittorio Veneto e la ritirata del nemico. Ciò segnò la fine della guerra, perché le truppe alleate entrarono a Trento e la flotta alleata sbarcò a Trieste. Il 3 novembre 1918 a Padova l’Austria firmò l’armistizio e il giorno successivo il generale Diaz proclamò la vittoria.

La fine della guerra: Germania e Austria diventano repubbliche

L’11 novembre 1918 anche la Germania, mentre veniva proclamata la repubblica a seguito dell’abdicazione del Kaiser ( il Kaiser Guglielmo II fu in carica dal 15 giugno 1888 al 9 novembre 1918), chiese la sospensione delle ostilità. Il nuovo governo provvisorio era presieduto dal socialdemocratico Friedrich Ebert. Il 12 novembre l’Austria proclamò la repubblica, dopo la rinuncia ufficiale da parte di Carlo I d’Asburgo , che scappò dal paese. Il 13 l’Ungheria divenne una repubblica indipendente. Cessarono così di esistere i due imperi che occupavano il cuore dell’Europa, il primo (II Reich tedesco) durato meno di 50 anni, il secondo (impero d’Asburgo) dopo sette secoli.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email