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Napoleone e l'Europa

La Convenzione approvò ad agosto 1795 una nuova Costituzione che affidava il potere esecutivo a un Direttorio composto da 5 membri. Essa, tuttavia, non riuscì a garantire stabilità alla repubblica né ad impedirne la sua caduta. Ad ottobre 1795, i monarchici organizzarono una sollevazione popolare, stroncata dall’esercito a cannonate. In questa occasione si distinse un giovane ufficiale, Napoleone Bonaparte. Figlio di un piccolo nobile di Ajaccio, Napoleone aveva intrapreso la carriera militare. Era vissuto in Corsica sino al 1793, quando, in seguito ad un’insurrezione autonomista guidata da Pasquale Paoli, fu costretto a riparare in Francia. Napoleone era un militare, ma anche un uomo dotato di sconfinata ambizione, grande energia e acuto fiuto politico. Egli comprese che, nella precaria situazione francese, l’esercito poteva divenire il perno della vita politica e il fondamento del potere. Napoleone seppe anche interpretare le esigenze della società francese. Egli offrì alla popolazione, stanca di dieci anni di rivoluzione, un quadro di stabilità e ordine.

Sul piano politico l’influenza di Napoleone era ormai determinante. Nell’aprile del 1797, i membri repubblicani del Direttorio attuarono un colpo di stato, in accordo con Napoleone, in cui fecero arrestare i dirigenti monarchici. Tale evento passò alla storia come il colpo di stato del 18 fruttidoro. Un altro colpo di stato passato alla storia fu quello del 18 brumaio: in seguito alle sconfitte militari francesi, ad opera della seconda coalizione composta da Gran Bretagna, Russia ed Austria, i membri del Direttorio organizzarono un nuovo colpo di stato militare in accordo con Napoleone. I consigli furono costretti ad affidare i pieni poteri a tre consoli, tra cui lo stesso Napoleone, che realizzava così la sua ascesa al potere.
All’indomani del colpo di stato del 18 brumaio, i consoli elaborarono una nuova costituzione che entrò in vigore nel 1799. Essa sanciva la netta prevalenza dell’esecutivo sul legislativo e la nomina di Napoleone a primo console. Da primo console, nel 1802 Napoleone divenne primo console a vita, a seguito di un plebiscito. L’atto finale di questo percorso fu la proclamazione dell’impero con la nuova costituzione, votata plebiscitariamente nel 1804. La repubblica francese tornò ad essere una monarchia e il 2 dicembre del 1804, Napoleone ricevette la corona imperiale dalle mani di Papa Pio VII.
Il governo di Napoleone fu autoritario e intollerante a qualsiasi opposizione. Lo stato napoleonico fu caratterizzato da un deciso accentramento, il cui cardine era l’istituzione dei prefetti. Essi erano nominati direttamente dal governo e rappresentavano il potere esecutivo in ogni dipartimento di Francia. A questa centralizzazione corrispose la creazione di una estesa burocrazia: a essa Napoleone dedicò la massima cura, provvedendo alla sua formazione grazie ad un nuovo sistema scolastico. Quest’ultimo si articolava nel liceo, controllato dalla chiesa, e nell’università, sotto in controllo del governo.
Anche sul piano legislativo, Napoleone ha lasciato un’eredità molto importante. Infatti, fra il 1804 e il 1807, Napoleone istituì il codice civile (chiamato anche Codice Napoleone). Esso sanciva l’uguaglianza giuridica dei cittadini, il diritto alla libertà individuale, l’abolizione della feudalità, l’affrancamento della terra da ogni vincolo. Pose inoltre la proprietà privata al centro dell’organizzazione sociale.
Anche in campo finanziario, Napoleone ricercò una forte stabilizzazione economica. Il risanamento del debito pubblico fu ottenuto grazie alle ricchezze prelevate dai paesi conquistati. Importante fu anche la creazione della Banca di Francia nel 1800.
Negative, invece, furono le conseguenze del blocco continentale, deciso da Napoleone nel 1806-07. Vista l’impossibilità di sconfiggere militarmente l’Inghilterra, Napoleone proibì ai paesi appartenenti all’impero di commerciare con l’Inghilterra per piegarla economicamente. L’Inghilterra, però, grazie al contrabbando, all’ampiezza e all’articolazione del suo sistema commerciale-coloniale, riuscì a superare questa fase. Al contrario, in “controblocco” inglese danneggiò gravemente il commercio marittimo francese, facendo mancare in Francia prodotti di consumo e materie prime.
Le difficoltà derivanti dall’impossibilità di commerciare con l’Inghilterra resero intollerabile la soggezione politica ed economica alla Francia delle Nazioni conquistate. Da “liberatore”, Napoleone divenne un despota. I primi a ribellarsi furono gli spagnoli che, nel 1812, sancirono la Costituzione di Cadice, punto di riferimento per il movimento costituzionale europeo nei decenni successivi.
Anche in Italia Napoleone e i francesi esercitavano un dominio pressoché ininterrotto. Tra il marzo 1796 e il marzo 1799 tutta l’Italia continentale, salvo il Veneto, cadde sotto controllo francese. La geografia politica della penisola venne completamente rivoluzionata, con la nascita di quattro repubbliche: la Cisalpina, la Ligure, la Romana e la Napoletana. Che di conquista si trattasse, piuttosto che di “liberazioni” i patrioti italiani lo appresero amaramente in occasione della pace di Campoformio, con la quale Napoleone cedeva a Vienna Venezia e il Veneto. Nella primavera del 1799 maturò la rapida fine delle repubbliche italiane, a causa di due fattori: le sconfitte militari francesi nella penisola e le insorgenze popolari contro i governi repubblicani.
Il crollo di Napoleone e del suo impero maturò tra il 1812 e il 1814. Le conseguenze del blocco continentale con l’Inghilterra e le sconfitte sui vari fronti europei spinsero l’imperatore all’impresa che avrebbe segnato la sua sorte: l’invasione della Russia. Napoleone, nel 1812, aggredì la Russia per ribadire l’egemonia della Francia nel continente. Poco dopo, la campagna di Russia si risolse in un disastro a causa della lunghezza del fronte, delle difficili condizioni ambientali e dell’abile condotta di guerra dei russi.
Nel 1812-13 anche la Spagna riuscì a cacciare definitivamente i francesi, mentre gli inglesi organizzarono la sesta coalizione con Russia, Prussia, Svezia e Austria. Nel 1813, Napoleone subì una grave sconfitta a Lipsia. Il 31 marzo 1814 i coalizzati entrarono a Parigi e il 6 aprile Napoleone abdicò ottenendo la sovranità sull’isola d’Elba. Sul trono francese ritornarono i Borbone, con il fratello di Luigi XVI, che assunse il titolo di Luigi XVIII.
L’ultima avventura di Napoleone iniziò il 1° marzo 1815. Egli sbarcò a Cannes con un pugno di uomini. Appoggiato dalle truppe inviate per arrestarlo, Napoleone marciò su Parigi, dove entrò il 20 marzo, mentre Luigi XVIII fuggiva in Belgio. Immediatamente si formò la settima coalizione, cui aderirono Inghilterra, Austria, Prussia e Russia. Lo scontro decisivo avvenne a Waterloo, presso Bruxelles, il 18 giugno 1815. Sconfitto, Napoleone fu esiliato sull’isola di Sant’Elena dove morì il 5 maggio 1821.

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