pser di pser
Ominide 5819 punti

LA CAMPAGNA DI RUSSIA DI NAPOLEONE

Napoleone, dopo l’uscita della Russia dal blocco continentale, si trova di fronte ad una situazione critica: se accetta senza intervenire la decisione russa, avrebbe dimostrato inferiorità e di essere un sovrano come tutti gli altri, minando quindi il suo orgoglio e il suo buon nome, dimostrando di non poter controllare tutte le nazioni europee, o avrebbe dovuto rispondere alla provocazione russa decidendo di attaccare. Di conseguenza per motivi di prestigio e di onore decide di intraprendere una campagna militare in Russia, arruolando un esercito di dimensioni mai viste, con 600.000 uomini, di cui metà provenienti dalla Francia e metà dalle altre nazioni.
Conoscendo le condizioni climatiche della Russia e il suo inverno gelido sa di dover fare in fretta anche per spostare gli uomini e i viveri: egli, contando di poter vincere in poche settimane, porta con sé vettovaglie per la sola andata e non per il ritorno, sperando di conquistare Mosca e di saccheggiare la città. Avanza in territorio russo senza incontrare una minima resistenza, arriva alle porte di Mosca entra in città ma la trova in fiamme e senza abitanti: i russi avevano per la prima volta applicato la tattica della terra bruciata, incendiando la città. Napoleone, in una situazione difficile soprattutto per i viveri, aspetta invano lo zar per intavolare delle trattative di pace: dopo due settimane ordina la ritirata ma durante il ritorno in Francia viene attaccato più volte ai fianchi dai russi: dei 600mila uomini, ne torneranno 100mila, tutti gli altri cadranno per il gelo e per colpa dei nemici.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email