Blocco sovietico dalla crisi alla disgregazione

Anche il sistema sovietico dal 1970 vive una crisi progressiva. Lo "shock petrolifero" colpisce i paesi comunisti, abbassando ulteriormente la qualità della vita. Le aziende agricole sono in difficoltà. L'Urss è costretta ad importare generi alimentari che, a causa della stagflazione, diventano sempre più cari. I negozi sono sempre più vuoti. Il senso di malcontento pervade la popolazione, che per reazione viene sottoposta a sempre più pressanti azioni di controllo e repressione. Nel 1979 i sovietici decidono di invadere l'Afghanistan, per aiutare le forze afghane socialiste in conflitto contro i mujaheddin, che combattono per una repubblica islamica. I fondamentalisti sono finanziati e supportato dalla Cia e l'azione sovietica si rivela fallimentare. Il costo della guerra pesa ulteriormente sull'economia socialista.

Nel 1980 in Polonia si tengono una serie di proteste e scioperi contro lo stato di povertà e l'aumento dei prezzi. Gli operai sinorganizzano sotto la sigla sindacale Solidarność, libera e non comunista, fortemente supportata dalla Chiesa cattolica. Il sindacato dopo un anno viene sciolto, ma continua la sua opera in modo clandestino. Un tentativo importante di riformare il sistema sovietico viene fatto da Michail Gorbačëv nel 1985, nuovo segretario del Pcus. Convinto di dover liberalizzare il sistema introduce il principio della trasparenza (glasnost), volto a ridimensionare la censura e ad animare il dibattito politico e lo spirito critico. In quegli anni scoppia la centrale nucleare di Chernobly, in Ucraina. Tale evento spinge Gorbačëv a introdurre il secondo slogan programmatico, la ristrutturazione (perestroika), ovvero la riparazione e l'innovamento tecnologico degli impianti industriali. L'operazione in parte riesce, ma inaspettatamente rispuntano i nazionalismi delle varie repubbliche sovietiche, che man mano iniziano a staccarsi dall'unione e a dichiarare l'indipendenza. L'Urss si dissolve, Pcus e Kgb si sciolgono e la corruzione politica inizia a dilagare. A Gorbačëv si avvicendano prima Elstin e poi Putin, incapaci tuttavia di riportare su una linea di crescita omogenea la nazione. Il crollo sovietico coinvolge direttamente la Germania Est che, tra il 1989 e il 1990, decide di aprire le proprie frontiere e riunificarsi sotto un'unica nazione con la Germania Ovest. In Romania la dittatura di Ceausescu viene sovvertita in modo violento e il dittatore viene giustiziato.

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