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Il bilancio della Seconda Guerra Mondiale in Italia


Per l’Italia, il bilancio della 2.a guerra mondiale è molto pesante. L’Italia ha perso uomini in tante battaglie: Ucraina, Grecia, Etiopia, Egitto a cui si aggiungono i dispersi di cui non si saprà più nulla (cfr. campagna di Russia) o i prigionieri in mano alle potenze vincitrici.
Poiché la guerra si era combattuta sul territorio italiano anche fra Italiani, questo aveva provocato una specie di decomposizione del tessuto sociale, anche se, durante la Resistenza si è sviluppato un grande senso di solidarietà da parte dei civili (disponibilità a nascondere i partigiani, gli ebrei perseguitati o i militari alleati).
Alla fine della guerra, l’Italia aveva ben poco di unitario: alle consuete differenze fra nord e sud di tipo economico o culturale si aggiungeva il fatto che il Sud era stato liberato quasi subito dalle forze alleate, mentre il Nord aveva subito più a lungo l’occupazione nazista ed aveva vissuto la lotta partigiana.
Infatti nel Nord, la lotta partigiana era stata molto attiva e nella popolazione si faceva strada la speranza in un rinnovamento della società e delle istituzioni politica affinché il futuro potesse garantire libertà e progresso. Invece nel Sud, era rimasto abbastanza solido il ruolo della classe conservatrice che più o meno era stata legata al Fascismo. Addirittura si manifestarono anche delle manifestazioni separatiste che chiedevano il distacco della Sicilia dall’Italia. Questa azione si risolse in poco tempo; tuttavia alcuni gruppi si dettero alla macchia, fra cui la banda del bandito Salvatore Giuliano.
In politica estera, dopo il 1945, l’Italia si colloca sotto l’influenza degli USA che, insieme al Vaticano, condizioneranno molto le scelte politiche dei Governo.
Il conflitto aveva lasciato anche delle conseguente economico-sociali quali:
a) Un apparato industriale ridotto (prima bombardato dagli alleati per stanare i tedeschi e poi dai tedeschi come rappresaglia) che provocò numerosi licenziamenti e quindi un alto tasso di disoccupazione
b) L’agricoltura risentiva delle devastazioni nemiche
c) Le infrastrutture (ponti, strade, porti) erano stati distrutti
d) La marina mercantile era stata resa inutilizzabile
e) Il debito pubblico molto elevato
f) La svalutazione della lira molto alta
g) L’inflazione molto alta (i prezzi salgono di circa 20 volte quelli del 1939) colpiva i redditi modesti di molti cittadini e per risolvere questo problema, la CGIL riuscì a far approvare il meccanismo della scala mobile

Il 10 febbraio 1947 l’Italia firma il trattato di pace. Esso comprende clausole militari, clausole, finanziarie e clausole territoriali
• Clausole militari: all’Italia è imposto un numero molto ridotto degli arruolati nell’esercito e un n° di navi e aerei limitati: le eccedenze sono assegnate alle potenze vincitrici. Le frontiere devono essere smilitarizzate.

• Clausole finanziarie: l’Italia deve pagare il risarcimento dei danni di guerra a favore dell’URSS, dell’Albania, dell’ Etiopia, della Grecia e dell’Jugoslavia. La Francia, la Gran Bretagna e gli USA rinunciano al risarcimento.
• Clausole territoriali:
a) la Francia annette dei piccoli territori sulle Alpi, (Tenda e Briga) ma ricche di energia idroelettrica.
b) La Jugoslavia annette l’Istria, gran parte della Venezia Giulia, Zara e Fiume.
c) Viene costituito il Territorio libero di Trieste diviso in zona A (occupata dagli alleati) e zona B (sotto il controllo dell’ Jugoslavia): più tardi, nel 1954, il trattato di Osimo sistemerà in modo definitivo la sistemazione dei territori contesi fra Italia e Jugoslavia.
d) Le isole del Dodecanneso tornano alla Grecia.
e) L’Alto Adige, pur essendo stato rivendicato dall’Austria, resta all’Italia.
f) L’Italia perde tutte le colonie (Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia)

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