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Massimiliano d'Asburgo e Carlotta del Belgio


Il Castello di Miramare è senza dubbio il luogo più turistico di Trieste; costruito verso la metà del XIX secolo, esso fu abitato dall’ arciduca Massimiliano di Asburgo con la principessa Carlotta del Belgio. L’arciduca Massimiliano era il fratello cadetto dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e nel 1854 era stato nominato comandante supremo della marina imperiale austriaca.
La tradizione racconta che la sua nave, nelle vicinanze della costa triestina, fu sorpresa da un violento temporale e per questo si rifugiò nella baia di Grignano. Affascinato dalla bellezza del luogo, egli decise di acquistare il promontorio che dominava la baia per farvi costruire la sua residenza. Nacque così il Castello di Miramare. Il 3 ottobre del 1863, egli ricevette una delegazione messicana che, su iniziativa di Napoleone III, era venuta ad offrirgli la corona del Messico. L’arciduca accettò e rinunciò così alla successione al trono austriaco.


Parti verso il suo nuovo paese l’anno seguente, ma purtroppo la situazione politica ed economica locale si rivelò molto più pericolosa del previsto. Sollecitato dai diversi partiti politici locali, egli fu incapace di instaurare la pace che tuttavia era necessaria per un rinnovamento economico. Solo ed isolato di fronte all’ opposizione, Massimiliano inviò sua moglie in missione diplomatica in Europa per ottenere l’appoggio di Napoleone III e del Papa Pio IX, ma, purtroppo, questo tentativo andò a vuoto. Bisogna ricordare, a questo punto, che Carlotta soffriva già di manie di persecuzione, primi sintomi di una malattia mentale ben più grave. In Vaticano, per esempio, ebbe una crisi, si rifugiò nella biblioteca in cui passò tutta la notte ed arrivò perfino a dettare le sue ultime volontà, nella convinzione che qualcuno stesse attentando alla sua vita. Fu compito del fratello, il conte di Fiandra, a venirla a prendere per accompagnarla nel castello di Miramare. Nel frattempo, Massimiliano veniva catturato dai repubblicani di Benito Juàrez e fucilato nel 1867. Per non far aggravare ulteriormente il suo stato mentale, fu deciso di nascondere a lungo la verità a Carlotta. La famiglia reale belga richiese che essa ritornasse in Belgio, anche se austriaca a causa del suo matrimonio con fratello dell’imperatore. La decisione fu presa nell’estate 1867 e a contatto con la famiglia sembrò che la salute mentale di Carlotta stesse migliorando, anche se momenti di calma si alternavano con altri in cui sosteneva di essere stata avvelenata in Messico. Nel 1868, infine, fu deciso di raccontarle la verità sulla fine del marito. Essa ascoltò la notizia con molta calma, senza reagire per poi cadere nel delirio assoluto sei mesi più tardi. Morì nel 1927, 60 anni dopo Massimiliano.
Il castello di Miramare legato al destino tragico di Massimiliano e di Carlotta del Belgio ha dato luogo ad una leggenda che, purtroppo sembra essersi sempre avverata: ogni persona che avesse vissuto sotto il tetto del castello sarebbe stata condannata a morire lontano dalla sua patria di morte violenta e lontano dagli affetti più cari.
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