Concetti Chiave
- Angelica Balabanoff denuncia l'influenza negativa del clericalismo, che sfrutta le necessità economiche di fanciulli e donne, minando la loro emancipazione.
- Le operaie italiane sono costrette a lavorare con stipendi bassi, subendo violenze fisiche e privazioni della libertà da parte di suore e preti.
- Le condizioni di vita nei convitti in Svizzera sono degradanti, con le ragazze sotto il controllo delle suore e prive di contatti con il mondo esterno.
- Le ragazze reclutate a Murg vengono ingannate con false promesse di lavoro e guadagni, mentre i loro stipendi sono gestiti dalle suore con punizioni per disobbedienza.
- Si richiede al Governo italiano di vigilare su questi istituti e al Governo svizzero di applicare rigorosamente la legislazione sulle fabbriche per proteggere le convittrici.
Che cos'è la protesta contro il clericalismo?
Angelica Balabanoff, durante il Congresso internazionale di Roma del Libero Pensiero del 1904, nella sua relazione ricorda il motivo per cui ci si è uniti all’assemblea, cioè protestare contro la negativa influenza del clericalismo che ha causato e causa ancora male a tutta l’umanità. Mentre la chiesa perde sempre più la sua credibilità tra le masse, essa cerca di persuadere chi ancora non è emancipato, ovvero fanciulli e donne, sfruttando le diverse necessità economiche. Per esempio, in Svizzera, dove esiste una legge sulle Congregazioni religiose, sono sorte una serie di istituti che sotto la forma di convitti operai formano un sistema di reclusione monacale.
Sfruttamento delle operaie
Per mantenere bassi gli stipendi operai si ricorre alla mano d’opera femminile, in questo caso italiana. Questo sistema viene imposto contro volontà delle operaie, facendo uso di forza fisica e violando ogni principio di libertà. Tra il proletariato agricolo e l’artigianato, suore e preti sono in cerca di chi potrà essere da loro sottomesso.
Condizioni di vita nei convitti
I genitori delle proprie figlie le lasciano partire fiduciosi perché sotto la protezione di Dio. In Svizzera ci sono numerosi stabilimenti; la casa è proprietà del fabbricante mentre le suore dirigono lo stabilimento. Le suore collaborano con i fabbricanti fornendo le operaie, le quali minacciate da superstizioni e pene infernali divengono schiave obbedienti. Le ragazze che si trovavano nei convitti non avevano libertà, vivevano in condizioni di schiavitù, non potevano avere contatto con il mondo esterno e la loro corrispondenza era vigilata e controllata dalle suore. Tra i numerosi stabilimenti esistenti, Angelica Balabanoff descrive lo stabilimento di Murg.
Reclutamento e inganni a Murg
Nel maggio del 1903 una suora di Lugano reclutò diverse ragazze di un paese vicino per condurle a Murg, dicendole che avrebbero lavorato in tessitura e guadagnato molto. Appena arrivate a Murg le ragazze si accorsero da subito che invece della tessitura fu loro imposto di lavorare in filatura. Per quanto riguarda il guadagno sono le suore a riceverlo e a gestirlo e se le ragazze avessero osato aprire la busta contenente il proprio salario sarebbero state punite.
Punizioni e restrizioni
Il cibo servito alle ragazze lasciava a desiderare: pasta dura non condita, polenta, poca carne. Le ragazze uscite dallo stabilimento sono risultate anemiche e indebolite e ricevevano delle multe per disordine nel dormitorio, disobbedienza o lievi dimenticanze. Le punizioni consistevano nel passare la notte all’aria aperta, nei depositi di legna o carbone oppure passare diverse ore con panni bagnati addosso e finire con l’ammalarsi.
Leggi e vigilanza
Le suore vogliono che il denaro sia consumato all’interno dello stabilimento; essendo i negozi molto cari le ragazze erano costrette a farsi mandare tutto ciò di cui avevano bisogno dai loro familiari, così invece di guadagnare ci rimettevano. Le ragazze potevano inviare pochissimo denaro alle famiglie. La legislazione sulle fabbriche non permette una simile violazione di libertà. Inoltre, dopo 11 ore di lavoro le ragazze sono sottomesse ad altri lavori. L’articolo 16 prescrive che i fanciulli sotto i 16 anni non devono lavorare per più di 11 ore compreso l’insegnamento scolastico e religioso. La maggior parte delle convittrici non hanno ancora 16 anni. Grazie a quanto detto, Angelica Balabanoff ha potuto far conoscere meglio in cosa consisteva l’alleanza clerico-capitalista, nefasta, anticivile e antiumana. Al Congresso è stato approvato che il Governo italiano eserciti una speciale vigilanza su questi istituti e che il Governo federale svizzero faccia seguire almeno le stesse disposizioni della Legge sulle fabbriche, oltre che una rigorosa sorveglianza.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della protesta contro il clericalismo secondo Angelica Balabanoff?
- Come viene sfruttata la mano d'opera femminile nel contesto descritto?
- Quali sono le condizioni di vita delle ragazze nei convitti in Svizzera?
- Che inganni subiscono le ragazze reclutate a Murg?
- Quali misure sono state proposte per migliorare la situazione delle convittrici?
La protesta mira a denunciare la negativa influenza del clericalismo, che sfrutta le necessità economiche di fanciulli e donne, causando danni all'umanità, come evidenziato nel Congresso internazionale di Roma del 1904.
Le operaie italiane sono costrette a lavorare con stipendi bassi, subendo violenze e privazioni della libertà, mentre suore e preti cercano di sottometterle, come riportato nel testo.
Le ragazze vivono in condizioni di schiavitù, senza libertà e sotto il controllo delle suore, che vigilano sulla loro corrispondenza e limitano i contatti con il mondo esterno.
Le ragazze vengono ingannate con false promesse di lavoro in tessitura, ma si ritrovano a lavorare in filatura, con le suore che gestiscono i loro salari e puniscono qualsiasi tentativo di autonomia.
È stato proposto che il Governo italiano eserciti una vigilanza speciale su questi istituti e che il Governo svizzero segua le disposizioni della Legge sulle fabbriche, per proteggere i diritti delle ragazze, come sottolineato da Balabanoff.