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L’avvento del Fascismo


I problemi dell’Italia nel dopoguerra furono:
1.Economici = l’Italia spese molti soldi per la Guerra, per risolvere questo problema venne stampata più carta moneta, questo provocò l’inflazione e la svalutazione della Lira;
2.Sociali = gli uomini che rientrarono dal fronte furono malati, scioccati e mutilati e vollero le pensioni come riconoscimento. Essi furono però costretti a tornare nelle fabbriche a lavorare dove ci furono già le donne che non vollero cedere il posto;
3.Politica estera = i nazionalisti occuparono la città di Fiume nel 1919. Nel 1920 Giolitti firmò il Trattato di Rapallo con il quale ottenne solo Zara. Fiume divenne stato libero e i nazionalisti furono scacciati con la forza.
4.Politica interna = il Partito Liberale perse molti sostenitori perché gli fu attribuita la colpa di tutti i problemi derivanti dalla Guerra. Quei voti andarono al Partito Socialista, il quale, nel 1922 durante il Congresso di Livorno, si divise:
-Massimalisti = guidati da Gramsci e Bordiga, crearono il Partito Comunista;
-Minimalisti = guidati da Turati;
Nacquero anche altri partiti:
-Partito Popolare = fondato da Don Sturzo, si ispirò all’enciclica “Rerum Novarum”;
-Movimento Fascista = fondato da Mussolini, composto da intellettuali e nazionalisti che vollero andare in Guerra;
Nel 1919 ci furono le prime elezioni del dopoguerra, fu un successo per i popolari e i socialisti, i quali non vollero allearsi con nessuno. Nacque cos’ una coalizione tra popolari e liberal-democratici, a capo della quale ci fu il democratico Nitti.


Mussolini e la nascita del Fascismo


Prima della Guerra Mussolini fu un socialista però nome del Movimento Fascista derivò dalle ribellioni contadine in Sicilia contro i latifondisti socialisti. Per questo non si capì da che parte stesse. Il volto del Fascismo cambiò nel 1920 quando furono create le SAM, dette “squadracce”, un corpo paramilitare formato da volontari che si diedero una divisa e andarono in giro per le città facendo una sistemata intimidazione nei confronti dei socialisti e comunisti. Giolitti gli lasciò agire perché tennero a bada i comunisti e pensò di poterli gestire.
Nelle elezioni del 1921 Giolitti fece entrare i fascisti in Parlamento e Mussolini trasformò il Movimento in Partito Nazionale Fascista. Nessuno ebbe la maggioranza e si formò una coalizione tra liberali, fascisti e cattolici.
Il 28 ottobre 1922 i fascisti organizzarono la marcia su Roma. Il capo del governo Facta si rivolse al Re, capo delle forze armate, chiedendogli di firmare una dichiarazione di stato d’assedio così che egli avrebbe potuto far intervenire l’esercito. Il Re non firmò perché ebbe stretto dei patti con Mussolini, i fascisti occuparono Roma e il Re diede a Mussolini l’incarico di formare un governo.

Il governo di Mussolini


Mussolini istituì il Gran Consiglio del Fascismo, un organo di partito che diede gli ordini al governo su quello che dovette fare. Egli inoltre comprese i salari e fece delle leggi contro lo sciopero.
Mussolini mandò avanti delle iniziative come la “Riforma Gentile” di Giovanni Gentile del 1923, la quale caratterizzò la scuola dandole una struttura: dopo le scuole elementari i ragazzini vennero mandati all’avviamento al lavoro o alle scuole superiori. Con questa riforma furono introdotti l’esame di Stato e l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica.
Nel 1923 nacque anche la Milizia Volontaria Nazionale, un corpo armato il cui scopo fu quello di proteggere gli sviluppi della rivoluzione. Gli scioperi furono quasi azzerati e i salari vennero ridotti ulteriormente. Dal ’22 al ’25 si pareggiò il bilancio.


Le Leggi Fascistissime


Nel 1924 ci furono le prime elezioni dopo la presa di potere dei fascisti, i quali ottennero il 65% dei suffragi. Nello stesso anno ci fu l’assassinio di Matteotti, il quale denunciò il clima di intimidazione nel quale si svolsero quelle elezioni e così i partiti di opposizione fecero la “Secessione dell’Aventino” abbandonando il Parlamento in segno di protesta.
Nel 1925 Mussolini emanò il “Codice Rocco”, con il quale furono rafforzati i poteri del capo del governo rispetto ai ministri al Parlamento.
Nel 1926 emanò le Leggi Fascistissime:
1.Furono sciolti i partiti antifascisti;
2.Gli “Avventiniani” furono decaduti decaduti;
3.Tribunale Speciale = fu introdotta la pena di morte per i reati contro la sicurezza dello Stato, gli oppositori vennero perseguitati, licenziati, arrestati o mandati al confino.

La “Fascistizzazione” del Paese


Nel 1928 si poté votare solo per il Partito Fascista. Mussolini divenne capo del governo ed ebbe tutti i poteri.
Nel 1929 nacquero delle Organizzazioni collaterali del Partito:
1.Opera Nazionale del Lavoro;
2.Comitato Olimpico Nazionale;
3.Figli della Lupa = Lupetti, 0-12 anni;
4.Opera Nazionale Balilla = Balilla (12-16) e Avanguardisti (16-18);
Mussolini volle occupare il tempo libero degli italiani perché volle un controllo totalitario della vita dei cittadini. Il Fascismo fu un totalitarismo imperfetto per:
1.La presenza del Re = Mussolini non ebbe il controllo sull’esercito;
2.La presenza della Chiesa;


[ch2]I Patti Lateranensi[/h2]

La Chiesa fu l’ostacolo più grande per Mussolini, fu dunque necessario trovare un accordo per la convivenza. Così l’11 febbraio 1929 furono firmati i Patti Lateranensi, un concordato tra Chiesa e Stato composto di 3 parti:
1.Italia e Vaticano ripresero i rapporti dopo il “No Expedit”;
2.Lo Stato risarcì la Chiesa per la perdita dello Stato Pontificio;
3.Fu indicato il carattere laico dello Stato, il quale non fu più libero di fare le leggi perché fu legato alla Chiesa;
Nel marzo 1929 ci furono le elezioni plebiscitarie, in cui ci furono vantaggi per la Chiesa perché acquistò un’autonomia di gestione della sua rete di associazioni e circoli che fecero parte dell’Azione Cattolica, con la quale entrò in concorrenza col Fascismo nel settore delle organizzazioni giovanili.


Il controllo del Regime sul Paese


Lo Stato Fascista esercitò un’azione di controllo su:
1.Scuola:
-Senza la tessera del partito non si poté insegnare;
-Si usarono solo due libri unici di cultura e ideologia fascista;
2.Stampa:
-Minculpop = Ministero della Cultura Popolare, creato nel 1937, vagliò tutto quello che venne stampato e censurò i libri di testo contro il Fascismo;
3.Radio e cinema:
-EIAR = Ente Italiano di Audizioni Radiofoniche, nato nel 1927, la radio fu un canale di propaganda nelle scuole e negli uffici.
-Cinegiornale = una sorta di telegiornale trasmesso tra una proiezione e l’altra dei film al cinema, venne aggiornato settimanalmente dall’Istituto Luce e il su9o obiettivo fu la propaganda del Duce;

L’Imperialismo Fascista


Nel 1935 il Duce invase l’Etiopia, uno Stato membro della Società delle Nazioni così come Francia e Inghilterra, le quali chiesero delle sanzioni all’Italia. Mussolini le accusò di essere egoiste perché vollero impedire all’Italia di conquistare nuove terre.
Il 5 maggio 1936 il generale Badoglio entrò ad Addis Abeba. Questa campagna imperialistica non portò però nessun vantaggio economico per l’Italia perché l’Etiopia non fu una fonte di ricchezza. Sul piano politico, invece, l’Italia fece bella figura a livello internazionale e questo portò all’avvicinamento della Germania nazista di Hitler.

L’Asse Roma-Berlino


Nell’ottobre 1936 fu firmato l’Asse Roma-Berlino, un patto di amicizia tra Hitler e Mussolini, il quale ne fu sempre più condizionato e dovette accettare tutte le iniziative del Fϋhrer.
Nel 1938 l’Italia emanò le Leggi Razziali, tre anni dopo che Hitler le emanò in Germania. Esse furono discriminatorie nei confronti degli ebrei:
1.Esclusione dai pubblici uffici;
2.Limitazione delle attività professionali;
3.Divieto di matrimoni misti;
Nel 1939 fu firmato il “Patto d’Acciaio”, un patto di alleanza tra Italia e Germania.
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