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GLI ATELIERS NATIONAUX

Il socialista Blanc aveva proposto ai governanti francesi che dovevano reggere lo Stato prima delle elezioni dell'aprile del 1848 proporre queste fabbriche sociali, in cui, per migliorare le condizioni di lavoro, gli operai diventavano i soci dell’azienda con il proprietario che non solo avrebbe provveduto ad assicurare un salario a i suoi operai ma anche quote azionarie: ciò avrebbe portato gli operai a lavorare con maggiore impegno e passione. I capitalisti però, secondo tale prospettiva, invece di incassare l’intero guadagno, avrebbero dovuto rinunciare a parte del loro guadagno e di sicuro non erano d’accordo con tale proposta di legge.
Vi fu un compromesso, rappresentato dagli atelier nationaux, che si potrebbe definire una brutta copia dei precedenti atelier, in base alla quale gli operai avrebbero ricevuto un salario minimo garantito, una sorta di sussidio di disoccupazione, che portò ad un effetto contrario a quello sperato poiché da una parte gli operai avevano una paga garantita e non avevano nessun interesse a produrre e lavorare se non il minimo con una conseguente scarsa produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, ma dall’altra i capitalisti non si posero nessun problema di fronte a tale atteggiamento poiché lo stipendio proveniva dalle casse dello stato e non avevano intenzione di migliorare le loro condizioni di vita.

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