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Kemál Atatúrk

Kemál Atatúrk è considerato l’eroe nazionale turco, colui che ha dato alla Turchia una svolta verso la modernità. Le sue origini erano umili. Figlio di un piccolo commerciante di legname, cominciò ben presto a guadagnarsi perché a poco più di dieci anni iniziò a fare il pastore intorno a Salonicco. Sua madre che notò in lui una forte intelligenza si adoperò per farlo studiare. Fu così che iscrisse alla scuola militare di Salonicco e più tardi si iscrisse alla Scuola di Guerra di Costantinopoli. Fu in questo ambiente che il giovane Kemál iniziò ad interessarsi di politica. Sempre più convinto che le vecchie istituzioni politiche erano la causa della grave situazione in cui versava l’ Impero Ottomano, aderì alla società segreta dei Giovani Turchi che si proponeva di rinnovare dalla base le vecchie istituzioni. Nel frattempo si distinse nella guerra contro i Drusi e quando nel 1911 scoppiò la guerra italo-turca, egli era già in possesso del grado di colonnello. Durante la Prima Guerra Mondiale era già generale e diresse le operazioni militari più difficili, come la battaglia di Gallipoli contro gli Inglesi o l’arresto della marcia inglese in Siria e in Palestina.
Le condizioni di pace imposte dal nemico al sultano permisero alle potenze vincitrici di controllare e dirigere la vita politica turca. È a questo punto che Kemál Atatúrk decise di intervenire proponendo la creazione di una nazione turca libera ed indipendente, lottando innanzitutto contro il Sultano che aveva accettato delle condizioni di pace tanto ignobili. Dopo aver fissato il proprio quartiere generale ad Ankara, Kemál Atatúrk, nel 1920 inaugurò la prima Assemblea Nazionale che dichiarò di non riconoscere le condizioni di pace. Contro di lui, il Sultano inviò un esercito, ma Kemál Atatúrk ebbe la meglio anche perché erra sostenuto dal popolo. Dopo la piena vittoria della Turchia contro la Grecia, il 29 ottobre 1923, l’Assemblea Nazionale dichiara decaduto l’Impero e proclama la Repubblica Turca.
Eletto presidente della Repubblica egli si lancia in tutta una serie di riforme volte a dare un aspetto nuovo alla Turchia e per fare questo prende come modello le civiltà europee. Vengono abolite le usanze tradizionali: uso del velo per le donne e del fez per gli uomini, l’alfabeto arabo è sostituito con quello latino e anche la religione subisce una riforma radicale. A questo riforme fanno seguito tutta una serie di provvedimenti tesi a migliorare la condizione dei cittadini: istruzione popolare, sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’industria. In pochi anni la Turchia diventa così il paese più progredito del Medio Oriente. Morì nel 1938 a 58 anni, senza che fosse riuscito a portare a termine tutte le riforme che aveva progettato.
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