Ascesa del nazismo

La crisi del '29 che ha colpito duramente gli Stati Uniti, travolge anche l'economia tedesca dipendente dai finanziamenti americani. Nel 1932 i disoccupati sono il 30% della forza lavoro. Grazie al malcontento della popolazione e all'inefficienza delle azioni del governo per contrastare la crisi, il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler ottiene negli anni crescenti successi elettorali. I toni e le azioni politiche naziste sono fin da subito estremamente aggressivi. I discorsi che attraggono grande attenzione e consenso sono le rivendicazioni nazionaliste in merito alle dure condizioni imposte alla Germania alla fine della Grande guerra.

L'onore tedesco, profondamente ferito con i patti di Versailles, diventa la leva su cui i nazisti poggiano l'odio è il risentimento. Oggetto di questo sono non solo gli Stati vincitori e l'inetta politica della Repubblica di Weimar, ma soprattutto gli ebrei e i comunisti. Il nucleo principale dei sostenitori nazisti è composto dal ceto medio, liberi professionisti e studenti. Inoltre imprenditori facoltosi elargiscono cospicui finanziamenti al partito.

Nel 1933 Adolf Hitler sale al potere. Dopo un mese sono sospese le libertà costituzionali e sono arrestati migliaia di militanti comunisti. Con nuove elezioni , il partito riceve il 44% dei consensi. Hitler mira però ai pieni poteri, e in un clima caratterizzato da violenze, paura e intimidazioni il Parlamento approva. Nasce così il Terzo Reich.

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