Video appunto: Arretratezza dell'Italia nell’Ottocento

Arretratezza dell'Italia nell’Ottocento



L'arretratezza dell'agricoltura



Circa la metà dell'800 in Italia, come in altri paesi europei, ha registrato un aumento della popolazione. Ma rispetto ad altri Paesi, l'Italia è rimasta indietro. La maggior parte della popolazione italiana era impegnata nel settore primario, lasciando lo sviluppo del settore secondario cioè delle industrie.

L'agricoltura italiana era prevalentemente estensiva. Quella intensiva (tipica dei piccoli appezzamenti di terreno) era poco praticata nella Pianura Padana.
La Toscana è ancora oggi praticata la mezzadria: i terreni di proprietà di un solo proprietario erano divisi in fattorie che venivano coltivate in più generi. Ogni podere era affidato ad una famiglia di contadini, metà del raccolto andava al proprietario e l'altra metà alla famiglia che lo coltivava. Nel '300 la mezzadria era un'ottima soluzione perché il contadino era incoraggiato a produrre di più, mentre 800 affittuari non avevano i mezzi economici necessari per modernizzare la produzione.
Nel Centro e nel Sud la terra era molto fertile e l'agricoltura estensiva rendeva molto poco, dato che la terra era rimasta a maggese per un anno. Tra il 700 e la metà dell'800, tuttavia, si è avuta una maggiore produzione di prodotti mediterranei, che sono stati rimossi anche all'estero.