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Lombardo-Veneto dopo l'armistizio di Solasco

Dopo l’armistizio Solasco e il fallimento del programma moderato si rafforzarono ovunque e ripresero talvolta l’iniziativa le correnti democratiche.
Nel Regno delle Due Sicilie, dopo il colpo di stato di Ferdinando II, era insorta, nel giugno 1484, la Calabria, e tale insurrezione, che aveva straordinariamente saputo coinvolgere non solo la massa contadina, ma anche esponenti del ceto medio ed intellettuali sostenitori della necessità di un'azione rivoluzionaria, era stata repressa con la forza.
La Sicilia, invece, era ancora separata dal regno di Napoli ed in essa era stato istituito un governo provvisorio presieduto da Ruggero Settimo; tuttavia, nel Settembre, grandi forze borboniche attaccarono Messina e, dopo una lotta tra le più sanguinose, la costrinsero a capitolare e l'intera Sicilia fu, in tal modo, ridotta all’obbedienza.
Ma fu il solo Stato in cui le forze della reazione ebbero subito il sopravvento.

Nel Lombardo-Veneto le repressioni del Radetzky furono durissime, ma non tutto il territorio fu rioccupato dagli Austriaci: rimasero in armi fino all’ottobre i volontari friulani intorno alla fortezza di Osoppo, e la Repubblica di San Marco proclamò la resistenza ad oltranza.

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