Abitazioni e arredamento

Non sono giunti fino a noi i resti di abitazioni e di palazzi pubblici, perché il materiale con cui essi erano edificati, mattoni di argilla e paglia "crudi", cioè impastati e asciugati al sole, era facilmente deteriorabile, ben diverso dalla pietra con cui furono costruiti templi e le tombe reali. Sulle case degli egizi pertanto, a parte qualche rara e straordinaria testimonianza archeologica, come nel caso della città di Kahun, nei cui pressi sorgeva il villaggio abitato dagli operai e dagli artigiani a detti alla costruzione della piramide di Sesostri II, possiamo ricavare informazioni soltanto dai dipinti funerari e dalle scene di vita raffigurate nelle tombe e sui papiri, o dei modellini ritrovati nelle tombe. Sappiamo così che le case non erano molto alte, di solito a due piani, comporta il legno dotate di chiavistelli e con poche finestre, per impedire di disperdere il fresco dell'interno, mentre i muri erano decorati a colori e con disegni vivaci. I pavimenti erano in argilla.

Le suppellettili erano semplici e funzionali, come testimoniano i tavoli, gli sgabelli, i contenitori per gli oggetti personali e i letti con poggiatesta ritrovate nelle tombe. Proprio il ritrovamento dei ricchi corredi funebri dei faraoni e delle loro spose (ma anche di alti dignitari di corte), testimoniano l'elevato livello qualitativo dell'artigianato di lusso.

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