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L'avvento degli anni ruggenti negli Stati Uniti

L'isolazionismo adottato da Harding e dal suo successore Coolidge si rivelò inadatto quando tra il 1920 e il 1921, l'economia americana attraversò una crisi di sovrapproduzione: le merci prodotte erano eccessive rispetto all'effettivo fabbisogno del popolo.
Perciò, il presidente repubblicano Coolidge favorì le esportazioni verso l'Europa per soddisfare le richieste del ceto capitalistico di ampliare il mercato nazionale e per risolvere la condizione economica di sovrapproduzione.
Per far fronte il problema delle riparazioni di guerra, fu approvato nel 1924 il piano Dawes, ideato da un finanziere americano dal quale il piano prese il nome. Il piano economico prevedeva che gli Stati Uniti fornissero aiuti finanziari alla Germania, al fine di favorire la ricostruzione economica tedesca e, indirettamente, delle altre potenze sconfitte durante la Grande Guerra. In questo modo, i Paesi europei avrebbero potuto pagare i debiti di guerra contratti con gli Stati Uniti , evitando lo scoppio di rivoluzioni di stampo comunista. Inoltre, il piano Dawes, permetteva di impiegare le eccedenze di capitali, favorendo contemporaneamente lo sviluppo nazionale e mondiale. Gli scambi internazionali si intensificarono e portarono gli Stati Uniti ad un boom economico tra il 1925 e il 1926, definiti "gli anni ruggenti". I salari aumentarono; i prodotti divennero meno cari e facilmente accessibili; si sviluppò il settore terziario; furono assunti più impiegati; il tenore di vita migliorò, infatti, si diffuse il "modo di vita americano, caratterizzato da costumi, svaghi e divertimenti.

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