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L’affare Dreyfus


Alla fine del XIX secolo, la Francia fu interessata da una questione che ebbe una grande risonanza sia politica che sociale, favorita da un sentimento anti tedesco, maturato dopo la sconfitta di Sedan, per la perdita dell’Alsazia e della Lorena.
Dreyfus, un capitano alsaziano di origine ebrea fu accusato di spionaggio a favore della Germania, fu giudicato da un tribunale militare, destituito e condannato alla deportazione nel bagno penale di La Cayenne, nella Guyana francese.
La destra, appoggiata anche dalla stampa cattolica, ne approfittò per imbastire una campagna, il cui scopo non era solo di accusare Dreyfus, ma soprattutto quello di scagliarsi contro tutti gli Ebrei in generale, accusati di cospirare ai danni degli interessi nazionali francesi. Qualche tempo dopo, si venne a sapere che la sentenza era ingiusta perché basata su false testimonianze. Il vero responsabile era infatti il colonnello Esterhazy. Pertanto si pose la necessità del riesame del giudizio a cui però il Governo pose degli ostacoli in nome della ragione di Stato.
La tensione raggiunse il culmine quando lo scrittore Emile Zola scrisse un articolo su L’Aurore, dal titolo “J’accuse”, in cui, accusando di immobilismo il presidente della repubblica, prendeva posizione per l’innocenza di Dreyfus ed accusava anche i giudici militari di aver volutamente nascosto le prove a favore del condannato e denunciava i vari intrighi scoperti per evitare la revisione del processo.
L’ opinione pubblica francese si divise allora in due correnti:
1) la corrente di sinistra, con l’adesione di molti intellettuali, a favore di Dreyfus in nome della giustizia e del diritto.
2) la corrente della destra nazionalista e conservatrice che sosteneva la colpevolezza di Dreyfus, con lo scopo di difendere ad ogni costo l’onore dell’esercito.
Nel 1899, il capitato Dreyfus fu graziato, ma si formò un governo che agì in modo molto energico contro la destra nazionalista e dall’esercito furono allontanati tutti i generali che erano favorevoli al ripristino della monarchia.
Nel 1902, a seguito della revisione del processo, Dreyfus fu riabilitato, reintegrato nell’esercito e decorato della Legione d’Onore.
L’affare Dreyfus, raccogliendo tutte le forze repubblicane contro la destra oltranzista, ha contribuito a rinforzare la III Repubblica e la democrazia parlamentare. Tuttavia, il nazionalismo francese, sempre antisemita, è diventato minoritario all’interno dell’opinione pubblica il che spiega l’assenza di ogni forma di fascismo in Francia nel periodo 1920-1940, come invece è successo in Italia, in Germania ed in altri paesi europei.
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