1918 - Dalle offensive tedesche e fase finale della Grande Guerra


A partire dalla primavera del 1918 gli eserciti austro-tedeschi mettono in atto una grande offensiva contro il fronte francese riuscendo a spingersi molto avanti, a non eccessiva distanza da Parigi, contemporaneamente le forze austro-tedesche tentano una massiccia offensiva contro la linea del Piave. È il momento più positivo per gli eserciti degli Imperi centrali, che sono a un passo dalla vittoria, tuttavia sia il fronte italiano sia quello francese continuano a reggersi. Intanto stanno arrivando i soldati statunitensi, e ciò rappresenta un aiuto decisivo perché permette un ricambio delle truppe soprattutto sul fronte occidentale, assolutamente necessario in quanto i soldati franco-inglesi sono stati sottoposti a un logoramento psico-fisico pazzesco. E così nell'agosto del 1918 il comando militare delle forze anglo-franco-statunitensi lanciano una grande controffensiva sul fronte occidentale che prevede l'impiego dei primi carri armati. I tedeschi sono costretti ad arretrare, ai primi di settembre del 1918 la Germania avvia le trattative per l'armistizio. Intanto tra settembre e ottobre del 1918 i francesi costringono alla resa i bulgari e gli inglesi piegano gli Ottomani. Poco più tardi, verso la fine di ottobre 1918 anche l'esercito italiano fa partire un'offensiva che travolge completamente gli austro-tedeschi, sconfitti nella battaglia di Vittorio Veneto (24-30 ottobre 1918); sbaragliato il fronte, i soldati italiani riescono ad avanzare e a spingersi ben oltre le linee precedenti alla disfatta di Caporetto. Di fronte a un tracollo di simili proporzioni l'Austria chiede l'armistizio che viene firmato con i rappresentanti italiani il 3 novembre 1918 (anche se l'accordo prevedeva che l'armistizio entri in vigore il 4 novembre). Le notizie che arrivano da tutti gli altri fronti provocano una devastante crisi politica interna alla Germania, infatti il 9 novembre 1918 a Berlino scoppiò una rivoluzione durante la quale viene proclamato presidente del consiglio il socialdemocratico Frederich Ebert (1871-1925), l'imperatore Guglielmo II è costretto a fuggire, mentre viene proclamata la Repubblica. Due giorni più tardi (11 novembre 1918) i rappresentanti del nuovo governo tedesco firmano l'armistizio con i rappresentanti delle forze dell'Intesa nel villaggio francese di Rethondes, che riconosce la sconfitta della Germania e corrisponde alla fine della guerra.

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