La guerra di posizione

Fronte orientale: comprendeva anche l'area balcanica, qui la guerra si era la guerra di movimento.
Nel corso il 1915 le cose a favore degli imperi centrali, austriaci vittoria nella battaglia di Gordice (polonia) I russi si ritirano dalla Galizia e dai Carpazi.
-Successi anche tedeschi, russi abbandonano l'intera colonia.
-Più fortunata l'offensiva austriaca contro la Serbia.

9 ottobre 1915 Belgrado occupata

Novembre: l'intero esercito serbo annientato, i suoi resti sulle coste albanesi in attesa delle navi dell'intesa. Adesso gli imperi centrali erano padroni della maggior parte delle regioni balcaniche.

Fronte accidentale: fronte principale dove la guerra di posizione si faceva nelle trincee: con attacchi frontali, periodiche offensive preparate dall'artiglieria, magri risultati terrieri e grandi perdite di uomini.
Dalle Alpi Retiche al Golfo di Trieste, fronte italiano.

1916 offensiva di Verdun e della Somme:
Condotta dai francesi terzi 600.000 uomini.
Condotta dagli inglesi, primi carriarmati, persi 1 milione di uomini.
1917 offensiva si novelle e Itaig (generali), sul fronte francese e sul fronte inglese.

Battaglie sull'Isonzo (10 dall'inizio della guerra al 1917): Furono le offensive principale sul fronte italiano, comandato dal generale Luigi Cadorna.

La strafexpedition: tra maggio e giugno 1916 le tue truppe italiane dovettero fronteggiare questo tipo di offensiva austriaca nel Trentino, in direzione dell'altopiano di Asiago morirono Cesare Battisti e Fabrizio Filzi (irredentisti trentini), furono condannati a morte per tradimento in quanto cittadini austriaci che meritavano nell'esercito italiano.
Agosto 1916 offensiva italiana, effimero risultato, occupazione di Gorizia

Amor di patria e sacrificio di vite umane, un'esperienza senza precedenti, in in questa guerra troppe vittime.
In Gran Bretagna dove non esisteva il servizio militare obbligatorio ma volontario, nel 1916 si dovete introdurre la coscrizione per far fronte alle perdite.

Un inutile strage: estate del 1917, c'era una generale stanchezza, viene raggiunto il culmine di essa e di questo si fece portavoce il pontefice Benedetto XV (1914-22), avversò quel conflitto che divideva il mondo cattolico e ne temette I risultati immediati, orrori sotto gli occhi di tutti, e le sue conseguenze, tracollo di un ordine internazionale, pur sempre espressione di un'Europa cristiana.

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