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Il 1917: guerra e rivoluzione

L’ingresso degli Stati Uniti

Il 1 febbraio 1917, il capo di stato maggiore tedesco, Hindenburg, annunciò la guerra sottomarina illimitata, che prevedeva l’affondamento di tutte le navi che fossero entrate in comunicazione con la Gran Bretagna, per mettere in ginocchio le potenze occidentali.
Il 2 aprile 1917 il presidente americano Wilson, dichiarò che la guerra sottomarina era una guerra contro l’umanità. Entrò in guerra a fianco dell’Intesa il 6 aprile. Pesò poi l’interesse a tutelare i capitali prestati all’Intesa e salvaguardare le proprie esportazioni in Europa.

Il fenomeno del disfattismo

L’intervento americano si verificò in un momento cruciale, quando stava venendo meno tra i soldati e nelle società l’adesione allo spirito e ai valori della guerra. Queste condizioni generarono un clima di disfattismo, che portò a insubordinazioni, ammutinamenti, diserzioni di massa. Sul fronte francese avvenne l’ammutinamento di 40.000 soldati e iniziarono scioperi in Germania e Austria.

La battaglia di Caporetto

Anche per l’Italia il 1917 fu l’anno più difficile della guerra.
Il 24 ottobre 1917 gli austrotedeschi sfondarono il fronte presso Caporetto, scatenando una controffensiva che disintegrò il dispositivo difensivo italiano. La sconfitta su molto pesante.
Per ottenere fiducia e facilitare l’arruolamento di altri uomini, il nuovo governo promise la distribuzione di appezzamenti di terra ai contadini dopo la fine del conflitto. Questa iniziativa, insieme all’arruolamento dei nuovi 18enni, riuscì ad arginare la rotta delle truppe italiane.

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