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Theodore Gericault, La Zattera della Medusa


La zattera della Medusa rappresenta un tragico fatto di cronaca contemporanea: il naufragio della Medusa, una nave che trasportava soldati e civili verso la colonia francese del Senegal, avvenuto nel 1816. Per diversi giorni una zattera sulla quale erano salite circa 150 persone andò alla deriva, in un crescendo di orrori, tanto che alla fine la nave inviata in soccorso, l’Argus, potè recuperare solo una quindicina di superstiti. Il governo cercò di mettere a tacere le critiche, ma il violento resoconto scritto di due superstiti fece scalpore in tutta Europa. Gericault scelse di dipingere un momento carico di tensione drammatica e psicologica: il primo avvistamento dell’Argus da parte dei naufraghi e le loro disperate segnalazioni. Nel groviglio di corpi, l’artista rappresentò un graduale crescendo di emozioni, che vanno dallo sgomento alla speranza alla disperazione per le atrocità vissute. In primo piano un vecchio afflitto medita tra i morti; dietro di lui alcuni sopravvissuti in piedi rivolgono lo sguardo verso un punto all’orizzonte, indicato da un compagno; altri, esausti, tentano a fatica di rialzarsi, rianimati da un’ultima tenue speranza; altri ancora aiutano un naufrago di colore a salire su un barile, per chiedere soccorso all’equipaggio dell’Argus. In realtà la nave alla quale sono rivolti i gesti di questa piramide umana è un punto indistinguibile tra le onde scure.

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