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Jan van Eyck - I coniugi Arnolfini

Giovanni Arnolfini era un mercante e banchiere lucchese a Bruges per i Medici: egli scelse di farsi ritrarre con la moglie alla maniera fiamminga, cioè a figura intera e all'interno della sua bella casa, rinunciando all'iconografia italiana del ritratto ufficiale e allegorico, di profilo e a mezzo busto. La resa dello spazio non è affidata alla costruzione prospettica, ma alla resa della luce e dei colori; tutti gli oggetti sono rappresentati in modo analitico, con dettaglio estremo; anche i volti lo sono, ma ciò non conferisce loro espressività. Il dipinto raffigura la celebrazione del matrimonio, che allora consisteva in una semplice promessa verbale, compiuta unendo le mani alla presenza di testimoni. L'osservatore è catturato dalla perfezione dei dettagli, molti dei quali sono allegorie del matrimonio: gli zoccoli e le ciabatte rosse tolti in onore della sacralità del suolo; il cane, simbolo di fedeltà; la luce dorata che entra dalla finestra e colpisce le pesche sul tavolo e il lampadario, la cui unica candela accesa allude a Cristo; lo specchio convesso che riflette i coniugi di spalle,u n testimone e lo stesso pittore, che si firma al di sopra.

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