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Turner, William - Pioggia, vapore, velocità

Quando William Turner alzò gli occhi verso l'alto comprese quanto il cielo che si apriva sopra di lui contenesse infinite potenzialità espressive ancora da svelare in pittura. Attraverso un stile vorticoso, fatto di pennellate istintive e gesti passionali, egli rese il cielo protagonista assoluto della propria ricerca. Seguendo l'evoluzione del linguaggio pittorico dell'artista inglese si assiste a un progressivo espandersi della volta celeste, che arriva quasi a inghiottire tutto lo spazio a disposizione del quadro e ad assumere un significato metaforico: quello che individua nel suo vuoto informe la soglia di un'altra dimensione. In Pioggia, vapore, velocità, dipinto nel 1844, la tessitura magmatica delle velature del cielo oscilla fra la materialità del colore e l'immaterialità che evoca una dimensione trascendente. Anticipando di mezzo secolo le soluzioni della pittura "d'impressione", Turner espresse il sentimento esaltando gli effetti di luce, l'energia del gesto e l'incandescenza del colore, fino a trasfigurare del tutto il paesaggio naturale.

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