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William Turner (1775-1851)


Acquarellista e topografo, William Turner ebbe grande talento fin da giovane, tant’è che a soli 16 anni espose i suoi dipinti alla Royal Academy.
I numerosi viaggi che intraprese durante la sua vita influenzarono tutto il suo percorso artistico. Egli viaggiò in Svizzere e Francia, paese in cui egli studierà i grandi paesaggisti del ‘600, tra cui Lorraine, su cui modello introdurrà temi storici nei suoi paesaggi e renderà la luce protagonista delle sue opere.
Nel 1819 farà il Grand Tour italiano, visitando le città di Venezia, Milano, Como, Roma e Napoli. Nella prima il pittore lavorerà su opere dedicate al Canal Grande, nelle quali darà grandissima importanza alla luce e all’acqua, e alle quali si ispirerà anche Monet. Nelle ultime due città invece, Turner entrerà a contatto con il vedutismo e i paesaggisti del ‘700. Viaggerà poi anche in Val d’Aosta, in cui dipingerà vedute dedicate alle Alpi.

Il pittore romantico fu il primo ad applicare la teoria del colore di Goethe, in cui si afferma che il colore fosse prodotto dall’incontro della luce con l’oscurità, e che quindi quando l’occhio vede un determinato colore, esso vede anche il suo complementare. In questo modo, Turner lasciò al colore il compito di definire il sentimento delle sue opere, spesso dividendo nettamente i colori caldi da quelli freddi.

Il paesaggio è uno delle rappresentazioni più ricorrenti nelle opere dell’artista. Esso è un paesaggio che rappresenta il Sublime, in cui l’elemento umano è piccolo e ha poco significato, come in Friedrich, e come comune tra i romantici.

Nei dipinti dell’artista, le forme perdono consistenza, e non è più il soggetto ad avere importanza, ma il sentimento trasmesso dall’ensemble dell’opera. La line d’orizzonte scompare, ed il fondo si perde nella luce.

I temi principali affrontati da Turner sono fortemente legati al progresso e alla modernità dilaganti al tempo, che vengono rappresentati soprattutto attraverso nuovi mezzi di trasporto come motori e barche.

La valorosa Téméraire (1838)

In questo olio su tela, il pittore rappresenta la Téméraire, la nave che sconfisse Napoleone a Trafalgar. Essa, ormai antiquata, viene trainata da un’imbarcazione a vapore decisamente più moderna, verso la sua distruzione. Qui Turner vuole sottolineare la costante copresenza del passato e del presente, e che tutto ciò che è stato grande, presto sarà rimpiazzato dal nuovo.
Si può notare la luminosità del cielo riflessa nel mare, tipica del pittore.

Il Bacino di S. Marco (1840):
Questo acquarello fatto da Turner durante uno dei suoi numerosi viaggi a Venezia è diviso su tre piani: la laguna, gli edifici e il cielo. Le forme sono inoltre definite solo dal colore, e non da contorni ben marcati.

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