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L'architettura rinascimentale vedeva la conoscenza diretta delle architetture classiche divenire modello per la progettazione architettonica.
Ciriaco d’Ancona: è considerato il fondatore dell'archeologia e fu uno dei primi a riconoscere il valore delle fonti classiche per l'interpretazione dei monumenti archeologici e dedicò la maggior parte del tempo alla scoperta dei monumenti greci e romani e criticò l'usanza romana di utilizzare i grandi monumenti come cave di marmo.
Francesco di Giorgio: studiò la trattatistica architettonica, compreso Vitruvio, e studiò graficamente e teoricamente molti manoscritti.
Giuliano da Sangallo: studiò e disegnò le antichità facendone un elemento fondamentale della propria ricerca architettonica e forse la base per la realizzazione di un trattato di architettura.
Antonio da Sangallo: La sua formazione fu dovuta al continuo contatto con il fratello, studioso dell'antico e autore di architetture che si pongono come archetipi dell'arte rinascimentale. Rispetto a Giuliano, è maggiormente attratto dai richiami dell'architettura fiorentina del primo quattrocento. Inoltre dimostra una volontà di riutilizzare gli elementi architettonici classici, come frammenti e decorazioni da poter ricombinare e rielaborare liberamente.

Giovanni Antonio Dosio: dedicò molto tempo al disegno dell'antichità. Lasciò un grande corpus di stampe e disegni che hanno una grande importanza storica nel ricostruire edifici classici o vicende costruttive dell'architettura rinascimentale. Dosio fu disegnatore preciso che si pone di fronte alle architetture del passato con la massima oggettività e spirito scientifico e storicista.

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