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L'architettura barocca a Torino

la crescita di Torino nel XVII sec., rappresentò un fenomeno quasi unico nel panorama delle città italiane. Fu nel corso del Seicento che i Savoia iniziarono a trasformare la città in una nuova e moderna capitale, degna di competere con le altre grandi città europee. Grazie al prestigio degli architetti, chiamati in Piemonte dai Savoia, all'ampiezza del programma artistico e al rilievo delle singole realizzazioni, Torino assunse un importante ruolo di centro culturale e artistico.
Tra i protagonisti del rinnovamento seicentesco di Torino, emerse il padre teatino Guarino Guarini (1624-1683), che fu chiamato a Torino da Carlo Emanuele II nel 1666 rivelandosi una tra le figure più interessanti e singolari del mondo barocco. Nato a Modena ed entrato giovane nell'Ordine dei Teatini, Guarini s'impegnò direttamente nello studio delle scienze; fu architetto e matematico, filosofo e studioso di geometria, astrologia e astronomia. Visse a Roma dal 1639 al 1649 per compiervi il noviziato e nella città papale assimilò il linguaggio borrominiano. Si trasferì a Parigi per insegnare teologia; nella capitale di Luigi XIV entrò in contatto con la cultura scientifica francese. Fu incaricato di progettare la chiesa parigina dei padri teatini, la Sainte-Anne-la-Royale.

A Torino, dove risiedette per quasi quindici anni, Guarini continuò la sua intensa attività di trattatista e realizzò le sue opere più importanti: la Chiesa di San Lorenzo, la Cappella della Sacra Sindone e il Palazzo Carignano.
Tutti gli studi di Guarini furono in qualche modo segnati dall'istanza di coniugare fede e ragione. Guarini articolò gli spazi come unità concatenate.
La pianta della Cappella della Sacra Sindone (Torino), del 1668, segue uno schema semplice: un cerchio animato da un gioco di rientranze concave e sporgenze convesse, ottenute con l'introduzione di tre vestiboli circolari. Ma, nell'alzato, l'architettura si rivela sorprendente; il volume cilindrico è articolato da un ordine di pilastri giganti, i quali, uniti a due a due da tre grandi archi creano un singolare sistema di pennacchi che sorregge la cupola. La pianta della Chiesa di San Lorenzo (Torino), iniziata lo stesso anno, ha una forma di base quadrata i cui angoli e i cui lati si riflettono verso l'interno formando un ottagono. Su ogni lato, sotto un arco sorretto da una coppia di colonne, si apre uno spazio: si creano in tal modo sei cappelle, cui si aggiungono l'ingresso e l'altare. Fra una cappella e l'altra, dietro le colonne si apre una nicchia nera che contiene una statua bianca. Nel tamburo, quattro grandi e luminosi arconi creano altrettanti pennacchi che sorreggono la cupola. Sono proprio le cupole a conquistare il posto d'onore nel sistema architettonico di Guarini.
Nel progettare le sue opere, Guarini desunse spunti e motivi formali, schemi geometrici e strutturali da mondi e tradizioni assai distanti: dalla tradizione classica come dall'architettura tardoimperiale, dal mondo gotico come dall'architettura arabo-spagnola e mudejar. Le suggestioni di queste matrici furono fuse, plasmate dall'architetto in un linguaggio dagli accenti estremamente personali, del tutto autonomo ed originale.
La cupola della Cappella della Sacra Sindone, è formata per esempio da sei livelli di archi, ognuno dei quali impostato su quelli inferiori; ne risulta una curiosa cupola a cesto, che vista dal basso appare molto più alta di quanto in effetti non sia. Questa impressine è accentuata dall'uso del colore e dalla luce suggestiva che trapassa questo traforo marmoreo; una luce mistica, un omaggio alla trascendenza, la metafora teologica di una sapienza che sta ben al di sopra della cognizione umana.
La cupola della Chiesa di San Lorenzo invece, è formata dall'intreccio di otto arconi, i quali formano un motivo stellare a otto punte e, al centro, un ottagono regolare che fa da base alla lanterna.
Palazzo Carignano (Torino), è il più grande e imponente edificio barocco di Torino, realizzato da Guarini tra il 1679 e il 1685. La sua facciata, inquadrata da due ordini di paraste e coronata da un fastigio mistilineo, è mossa da un corpo centrale convesso che si flette ai lati, realizzando un andamento mosso. Il grande atrio ovale al pianterreno, cui corrisponde il salone al primo piano, crea un volume sporgente nel prospetto posteriore, con una sorta di grande abside. Guarini intese soprattutto sperimentare nuove vie per l'architettura.

Il primo sviluppo che avviene, avviene in età romana. I romani prendono in considerazione Torino per creare un accampamento, all'interno si creano degli spazi, che s'intersecano ad angolo retto. Creano un quadrato, la piazza diventa il punto centrale attraverso un sistema che avevano adottato i romani negli accampamenti. La prima porta è la Porta Palatina. E' presente un teatro romano.

Nel Medioevo con la caduta dell'impero Romano d'Occidente, anche Torino viene coinvolta. C'è uno sviluppo tutt'intorno al quadrato. Viene realizzato il primo castello difensivo, per i Savoia, ed è quello in Piazza Castello. La Chiesa di San Domenico è medievale.
Castello del Valentino (quello falso) è stato realizzato per la fiera nazionale. Nel 1491, (scoperta America, morte di Lorenzo il Magnifico). Torino è accampamento militare.
Duomo: (1491-1498) primo edificio importante realizzato nel rinascimento maturo. Identica a Santa Maria Novella a Firenze di Leon Battista Alberti. Il capolavoro è la cappella della sacra sindone (fu bruciata). Ora davanti al duomo ci sono gli edifici dell'edilizia urbanistica dell'architettura di Torino (considerato uno degli edifici più brutti costruiti nel 20° secolo).
1561: Torino capitale d'Italia, Emanuele Filiberto trasferisce stato di Chambery a Torino.
1577: Emanuele Filiberto (testa di ferro) si costruisce cittadella per proteggersi, era una fortezza.
1584: con Carlo Emanule II. Ascanio Vitozzi (primo architetto di Torino) espande Torino a sud-est. Ventimila abitanti.
Su via Roma abitava solitamente l'alta borghesia, l'aristocrazia invece abitava vicino a palazzo Madama.
Piazza San Carlo: (una delle più belle piazza d'Italia, raffinata) Castellamonte prende progetto Vitozzi e procede verso sud. Piazza San Carlo si chiamava Piazza Reale. Proprio come Parigi il nostro modello comprende: vie e poi piazza, vie e piazza e così via (modello francese). In piazza Reale ci sono due chiese gemelle (Cristina e San Carlo), Cristina viene realizzata in epoca barocca, San Carlo non viene realizzata in epoca barocca perché non c'erano più finanziamenti. San Carlo ha il campanile. San Carlo fu costruita nel 1836. La statua rappresenta la vittoria nella battaglia di San Quintino; il cavallo ha un atteggiamento non statico. Nel 1800 questa piazza era un parcheggio per le macchine.
Castello del Valentino: (in corso Massimo) serviva per le vacanze estive. Tipicamente francese: 4 torri angolari, edificio a ferro di cavallo, tetto diverso dal nostro (tipico del nord Europa). Carlo Castellamonte muore, il progetto passa ad Amedeo (suo figlio): fa facciata con elementi classici. Maria Cristina di Borbone è la sposa di Vittorio Amedeo I di Savoia; a lei si deve la facciata (l'ha disegnata lei). Si dice che questa donna buttava i corpi dei suoi amanti giù per un pozzo.
1673: secondo ampliamento con Carlo Emanuele Vittorio II di Savoia e Amedeo Castellamonte. via Po (taglia Torino in diagonale). Realizzate: Piazza Carlo Emanuele II, Piazza Vittorio Veneto (superfice di 35mila metri quadrati), qui c'è caffè Elena (all'angolo) dove si trovavano tutti gli intellettuali. Il re fa costruire i portici per farsi delle passeggiate dopo pranzo (aveva problemi di digestione) da solo e coprirsi dalla pioggia.
1715: Vittorio Amedeo II diventa re delle due Sicilie.

Nel 1563 Emanuele Filiberto decide di spostare il ducato dei Savoia a Torino, che incomincia a rinnovarsi (soprattutto dal punto di vista urbanistico). Era un' accampamento romano, costruisce cittadella (fortificazione), nel frattempo Vitozzi fa primo ampliamento: fa piazza Castello, inizia progetto via Nuova (via Roma), muore e progetto passa a Carlo Castellamonte che fa piazza San Carlo (una delle piazze più signorili che ci sono in Europa, lineare). Fine Torino, oltre c'erano le campagne. Muore Carlo e progetto passa al figlio che fa via Po (ortogonale) che sfocia in Piazza Vittorio, fine Torino, inizio campagna; qui c'erano i contadini che portavano tutti i loro prodotti nel mercato di Piazza Vittorio.

1715: chiamato Filippo Juvarra che fa terzo ampliamento (Torino assume forma a mandorla). Realizza quartieri militari (tra via del Carmine e corso Palermo, patrimonio dell'Unesco), piazza Susina (si affaccia sulla Val di Susa). In Piazza Statuto c'è montagna eretta con l'apertura del traforo del Frejus, realizzata dagli allievi dell'accademia Albertina delle belle arti; gli esoteristi la considerano il cuore nero della città (c'è magia nera perché è ad occidente, la magia bianca invece si trova in Piazza Castello); qui una volta c'era il patibolo (poi venne spostato dai francesi all'incrocio di Corso Regina e via Cigna, rondò della forca). La tradizione racconta che l'angelo che sovrasta l'obelisco riporta una stella a cinque punte, quindi è Lucifero: a piazza statuto c'è la porta dell'inferno.
Torino nel 17° secolo è uno dei maggiori centri urbani.

1666: Carlo Emanuele II chiama Guarino Guarini.
Guarino Guarini: nasce a Modena. Formazione: religioso, ordine monastico molto rigido, architetto, teorico dell'architettura, laureato in matematica, filosofia, teologia e architettura. Insegna in Francia, a Modena, a Roma. Può conoscere opere di Borromini e Bernini, gli piace ordine di Borromini e scelta materiale e contrasti cromatici di Bernini. Unisce conoscenze francesi, italiane e della Chiesa. Realizza cappella sacra sindone del Duomo (realizzato da Castellamonte). Pianta duomo: 3 navate, abside, transetto. Il re chiede a Guarini che ci sia incontro tra re (e aristocrazia che abita a palazzo reale) e popolo. Le scale sono brutte (marmo nero): devono rappresentare sacrificio di Cristo. Amedeo aveva già iniziato il tamburo, ondulato tipico del barocco, e si concludeva con cupola semi-sferica. Guarini riprende gioco della cupola e crea motivi a zig-zag (dinamismo). Riprende costoloni (elemento strutturale) e immette motivi a zig-zag che creano ritmo per arrivare a spirale con sfera e croce (già visto a sant'Ivo alla Sapienza). Dentro la cupola realizza archetti a forma esagonale sfalsati, sovrapposti e decrescenti (sempre più piccoli man mano che si arriva alla chiave di volta). Luce razionale viene trasformata in luce divina, impatto di stupore. Stella a 12 punte.
Realizza Chiesa di San Lorenzo (chiesa del re, in piazza Castello). Punto di magia bianca. Dev'essere lineare e conforme con la piazza: la facciata sembra continuazione di palazzo reale. Cupola: tamburo ondulato. C'è scala dei miracoli. Dentro: smussa angoli di un ottagono. Zona sacra inserita in uno spazio ellittico con asse trasversale. Crea grandi cappelle (danno movimento ondulatorio). Cupola: 8 finestre, 8 costoloni (creano ottagono), si imposta lanterna, calcoli matematici, luce ha funzione suggestiva.

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