Video appunto: Vecellio, Tiziano - Ritratto d’uomo detto “L’Ariosto”

Ritratto d’uomo detto “L’Ariosto”



La tela, realizzata fra il 1511 e il 1513, è esposta nella National Gallery di Londra. Si tratta del primo di una lunga serie di ritratti, ma l’identità di questo personaggio resta sconosciuta. A lungo si è creduto che si trattasse di Ludovico Ariosto, ma, alla fine, è stato identificato con un membro della famiglia Barbarigo, di cui tesse le lodi Vasari, facendone una descrizione dettagliata.
Il personaggio si sta appoggiando su di un parapetto di pietra su cui figurano le iniziali di Tiziano. Il dipinto ebbe una notevole fortuna nella storia della pittura del Seicento. Infatti, nel 1639, fu esposto nel mercato antiquario di Amsterdam, osservato con molta attenzione da Rembrandt e poi, forse, acquistato da Van Dick. Per quanto riguarda la datazione e l’attribuzione, i critici si basano sulle analogie compositive e stilistiche di un’altra opera di Tiziano, La Schiavona, anch’essa esposta alla National Gallery.

La tela rappresenta una figura maschile, a mezzo busto, rivolta a destra, con la testa verso lo spettatore. Indossa una veste molto ricca ed elegante, di raso, che dà riflessi diversi, lucidi ovunque, ma opachi in corrispondenza della pelliccia di cui è bordato il mantello nero. L’aspetto è molto dignitoso, gli occhi sono espressivi, il naso è dritto e piuttosto affilato. L’uomo spicca, grazie all’intesa illuminazione, proveniente da sinistra; la sagoma si stacca contro lo sfondo scuro senza arredi.
Come tutta la pittura di Tiziano, anche questa tela è da considerare in contrapposizione con i principi formali degli artisti fiorentini del suo tempo. Infatti, al disegno e al modellato dell’Italia centrale Tiziano, come erede degli insegnamenti di Giorgione, sostituisce il colore e la luce.