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Il Ritratto di una donna dalle vesti di Flora di Tiziano Vecellio


L'opera si trova oggi nella Galleria degli Uffizi di Firenze ed è datato al 1515 circa. Il ritratto si riferirebbe alla fanciulla dai capelli biondi e lunghi, dall'aspetto veneziano per l'acconciatura del tempo. La ragazza è paragonata alla dea della primavera perché tiene in mano un piccolo mazzo di fiori.
La giovane ha i capelli sciolti che cadono sulle spalle, è quindi una donna sposata e non una fanciulla come appare dopo una prima osservazione. La fanciulla mostra un seno scoperto, altro attributo matrimoniale, il seno però lo mostra con poca disinvoltura. La donna ha scostato il manto e sotto porta una camicia bianca. La ragazza non si toglie la camicia in quanto è competenza dello sposo. Altro attributo che la identifica come una donna sposata e non libera è l'anello al dito medio che porta nella mano sinistra, mentre con la mano destra compie un gesto che significa due (facendo riferimento ad un'altra persona che appartiene alla contemplazione del quadro). Oppure si riferisce al taglio della forbice, ovvero il taglio della cintura di castità che toglie una ragazza nel momento in cui è sposata con il marito.

La scelta di rappresentare la ragazza come la personificazione di Flora come dea della primavera non è affatto un caso poiché la primavera era considerata la stagione dei matrimoni, delle unioni di coppie giovani. Dunque il quadro potrebbe essere stato commissionato dallo sposo per omaggiare la sua giovane sposa e celebrare l'unione tra i due innamorati.
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