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Tintoretto, Jacopo - L'ultima cena scaricato 3 volte

Ultima cena: l'opera più innovativa e sorprendente di Jacopo è "L'ultima cena" che non ha niente a che vedere con "ultima cena" tradizionali. Né quelle precedenti a quelle di Leonardo, e né quelle di Leonardo. Dal punto di vista compositivo, il tavolo è messo al diagonale. L'ambientazione è cambiata. Tradizionalmente c'era solo un tavolo intorno al quale si riunivano tutti gli apostoli. Ma qui ci sono tante altre comparse perchè egli rappresenta l'ultima cena proprio come dice il vangelo in una caverna del tempo dove naturalmente ci sono camerieri che portano le pietanze a tavola. Riprende la tradizione di mettere Giuda dall'altra parte poiché con tutti questi personaggi si farebbe fatica a riconoscerlo, ma anche qua la cura dei particolari, delle gestualità. Ma la ciò che dà meraviglia è la luce, tutto è rappresento con una luce molto bassa. Abbiamo varie fonti di luce, una è quella che proviene dall'aureola di Cristo ma ci sono altre luci che provengono dalle aureole degli apostoli, quindi c'è tutta questa luminescenza data dalla luce sovrannaturale. Poi c'è la lucerna, la luce naturale, che diververa sul cassettonato del soffitto. La cosa nuova è che la luce naturale fa apparire questi angeli come se fossero delle entità incorporee, dei fantasmi, completamente trasparenti, come un miracolo. E questa è la prima volta che si dipinge una cosa del genere. In primo piano sulla destra c'è un serviente che torce verso questa cameriera in ginocchio con una coppetta molto caricata. È ancora una volta un linguaggio fine a se stesso.

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