Concetti Chiave

  • Il dipinto, commissionato da Ludovico Sforza, rappresenta l'ultima cena di Cristo con gli Apostoli, realizzato nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.
  • Leonardo introduce un'innovazione rappresentando i 12 Apostoli tutti dalla stessa parte del tavolo, creando una composizione dinamica in cui si evidenzia il momento dell'annuncio del tradimento.
  • La scena utilizza la prospettiva con il punto di fuga sulla tempia destra di Cristo, permettendo di focalizzare l'attenzione sulla figura centrale di Gesù in un contesto di grande profondità.
  • Il dipinto ha subito un rapido deterioramento a causa della tecnica delle tempere a secco, che ha richiesto frequenti interventi di restauro nel corso dei secoli.
  • Il restauro avviato nel 1977 ha riportato alla luce i colori originali di Leonardo, eliminando le sovrapposizioni di colore non autentiche e preservando l'integrità dell'opera.

Indice

  1. Commissione e tema del dipinto
  2. Innovazioni di Leonardo
  3. Dettagli della scena
  4. Fama e deterioramento

Commissione e tema del dipinto

Questo dipinto è di grandi dimensioni ed è stato commissionato da Ludovico Sforza, per poi essere realizzato su una parete del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. L'opera raffigura l'ultima cena di Cristo con gli Apostoli a Gerusalemme, durante la celebrazione della Pasqua ebraica. Questo tema era stato dipinto numerose volte durante il 400 in Italia, e nessun artista aveva mai cambiato quella che era la raffigurazione tradizionale: Cristo è sempre stato raffigurato durante l'istituzione dell'Eucarestia, benedice infatti il vino e il pane e gli apostoli lo affiancano e si siedono dalla stessa parte di un lungo tavolo rettangolare o poligonale, tutti tranne Giuda, che viene posto in totale solitudine davanti a Gesù. Sulla sua spalla c'è un diavolo, e dalla sua cintura pende la borsa con i 30 denari d'argento che aveva ricevuto in cambio (in modo da evidenziare il tradimento).

Innovazioni di Leonardo

Leonardo non fa così: pone i 12 Apostoli tutti dalla stessa parte del tavolo, divisi in due gruppi da sei alla destra e alla sinistra di Cristo. Il momento raffigurato è quello in cui Gesù annuncia che uno di loro lo tradirà e successivamente gli apostoli si guardano angosciati e increduli tra di loro chiedendosi a chi stesse alludendo. Quest’ultimi si scostano da Gesù raggruppandosi in gruppi da tre, formando 4 piramidi. Rimane la figura centrale e immobile di Gesù che si innalza in modo valoroso e possente; anch’egli è all’interno di una piramide.

Dettagli della scena

La sala è stata costruita utilizzando la prospettiva, e il punto di fuga si posiziona sulla tempia di destra di Cristo. Dietro di Cristo è presente il luminoso cielo, visibile al di là delle tre aperture in fondo alla sala, che ci permettono di vedere anche delle colline ondulate. All'estrema sinistra è presente Bartolomeo che si è alzato in piedi e si è allungato verso Cristo, poggiando entrambe le sue mani sul tavolo, e anche Giacomo minore e Andrea, sempre a sinistra, si sono alzati. Procedendo da sinistra verso destra, troviamo Giuda, con il viso in ombra, che, in seguito a uno scatto nervoso, si è girato in direzione di Gesù e lo guarda in modo interrogativo, poggiando il gomito destro sul tavolo e con il busto rovesciato indietro. Pietro ha portato il volto vicino a quello di Giovanni che è chino verso di lui e ascolta ciò che gli sussurra Pietro. Giacomo maggiore è inorridito dalle parole che ha sentito e allarga le braccia per trattenere Tommaso, che ha un dito rivolto verso l'alto in modo da chiedere se non sia forse lui quello che tradirà Cristo, e anche Filippo, che è la figura più dolce ma anche al più addolorata tra tutte. All'estrema destra troviamo Matteo, Giuda Taddeo e Simone, che discutono fra di loro e che pongono fine ai sentimenti negativi che hanno suscitato le parole di Cristo. Gesù è invece in contrasto con tutto questo movimento e agitazione, dato che egli è sereno e imperturbabile, dal momento che ha accettato il suo destino.

Fama e deterioramento

Quest'opera ebbe una fama immediata ma appena una quindicina d'anni dopo cominciò già a guastarsi, a causa della tecnica pittorica sperimentale che venne utilizzata, questa infatti non è un affresco, ma la realizza con tempere a secco, cosa che permetteva una più lunga esecuzione al contrario dell’affresco, che richiedeva maggiore rapidità. Questo dipinto venne sottoposto nel corso dei secoli a tanti interventi di ridipintura e a un restauro dal 1977 che ha eliminato le sovrapposizioni di colore non originali e ha ristabilito il colore di Leonardo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale del dipinto commissionato da Ludovico Sforza?
  2. Il dipinto rappresenta l'ultima cena di Cristo con gli Apostoli durante la Pasqua ebraica, un tema tradizionale che Leonardo ha reinterpretato in modo innovativo.

  3. In che modo Leonardo ha innovato rispetto alle rappresentazioni precedenti dell'Ultima Cena?
  4. Leonardo ha posizionato i 12 Apostoli tutti dalla stessa parte del tavolo, creando gruppi da sei e rappresentando il momento in cui Gesù annuncia il tradimento, a differenza delle tradizionali composizioni.

  5. Quali dettagli architettonici e prospettici caratterizzano la scena?
  6. La sala è costruita con prospettiva, con il punto di fuga sulla tempia di Cristo e un luminoso cielo visibile attraverso tre aperture, che aggiunge profondità alla composizione.

  7. Come si manifestano le emozioni degli Apostoli nella scena?
  8. Gli Apostoli mostrano angoscia e incredulità, raggruppandosi in piramidi e interagendo tra loro, mentre Gesù rimane sereno e imperturbabile, accettando il suo destino.

  9. Quali sono le problematiche legate alla conservazione del dipinto?
  10. Nonostante la sua fama iniziale, il dipinto ha subito deterioramenti a causa della tecnica pittorica utilizzata, che non era un affresco, e ha richiesto numerosi interventi di restauro nel corso dei secoli.

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