Tempietto di S. Pietro in Montorio

È un edificio a pianta circolare, costruito nel luogo dove si ritiene sia avvenuto il martirio di S. Pietro, quindi con funzione commemorativa, sceglie infatti la forma dei martiria romani; ha un’ispirazione greco-romana, con sedici colonne tuscaniche che reggono un fregio in cui si alternano metope e triglifi; sopra c’è un altro cilindro, con un loggiato e delle nicchie sia circolari che quadrate; l’altezza del cilindro è uguale al diametro del centro formato dalla scalinata; usa il marmo bianco, perché tipico del periodo romano.
Nello stesso periodo gli è affidata la ricostruzione della basilica di S. Pietro, ma del suo intervento siamo certi del fatto che ha iniziato la ristrutturazione, ma poi ha convinto il Papa di abbattere la chiesa e ricostruirla; inoltre come testimonianza c’è una moneta che raffigura la chiesa con una grande cupola. Dalla progettazione (pg. 671) si pensa che la parte mancante sia simmetrica a quella rappresentata, quindi la base dovrebbe formare un quadrato con all’interno una grande croce, ma non si è certi che sia così. Infine il progetto fu affidato a Michelangelo che riprese l’idea di Bramante, ma modificandola, come se si incrociassero due quadrati. Si è certi che con Bramante non sono andati molto avanti i lavori, poiché secondo gli scritti alla sua morte erano stati costruiti solamente i pilastri angolari, che dovevano sostenere la cupola, ma poi Michelangelo li ritenne troppo leggeri, quindi li fece abbattere.

Bramante ha lavorato anche per il belvedere dei musei vaticani.

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