L’Arte nel Seicento e nel Settecento


I secoli XVII e XVIII sono caratterizzati dall’affermarsi in Europa degli Stati nazionali in forma monarchica e con amministrazioni fortemente accentrate. Fanno parzialmente eccezione i Paesi Bassi, che conservano strutture democratiche, e l’Italia e la Germania, che hanno stati monarchici di dimensione regionale, ma con le stesse caratteristiche di accentramento del potere dei paesi maggiori. La Francia è il modello più imitato.

Negli Stati nazionali crescono le città capitali che si riempiono di edifici pubblici, palazzi della nobiltà e case d’affitto, per la crescente borghesia e per i ceti meno abbienti. Le case d’affitto ospitavano sotto lo stesso tetto diverse classi sociali, mentre la nobiltà abitava in palazzi mescolati al tessuto edilizio delle case di affitto.

Il palazzo nobiliare era contraddistinto da un atrio, che dava accesso a un cortile d’onore e che conduceva, attraverso uno scalone, al piano nobile, dove si trovavano il salone d’onore, per le cerimonie e i ricevimenti, e gli appartamenti della famiglia. I piani superiori erano riservati a parenti, ospiti e servitori.

Roma, Parigi e le altre capitali si dotano di grandiosi palazzi reali, talvolta fuori città, piazze e viali rappresentativi, grandiose chiese, residenze di villeggiature e di caccia, spesso provocando forti modificazioni del paesaggio.

A partire dall’Italia si diffonde uno stile architettonico, detto Barocco, che complice e arricchisce gli spazi e le decorazioni delle costruzioni manieriste.

Suoi protagonisti sono Bernini, Borromini e Guarini, in Italia, e Fisher von Erlach e Neumann, in Austria e Germania.

Bernini, artista eclettico, ebbe grande fama e realizzò molti capolavori di architettura, tra i quali il ciborio della Basilica di San Pietro, la colonnata della piazza antistante la basilica, il palazzo Barberini e la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. Sue sono anche alcune splendide fontane romane.

Borromini, dotato di un temperamento assai diverso da quello di Bernini, con il quale ebbe rapporti difficili, è forse il maggiore architetto barocco. Sue opere importanti sono la piccola chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, l’oratorio dei Filippini, Sant’Ivo alla Sapienza.

Guarini, architetto e matematico, operò soprattutto a Torino, alla corte sabauda, dove realizzò la chiesa di San Lorenzo, poggiante su un incrocio di archi sospesi nel vuoto, il palazzo Carignano e la cappella della Sindone, la cui cupola trasparente appare come un cilindro costituito da una serie infinita di archi sovrapposti.

Torino e il Piemonte hanno grande importanza per il barocco grazie al Guarini e ai suoi allievi e, soprattutto a due grandi architetti del Settecento: Vittone e Juvarra. Quest’ultimo, messinese, realizò a Torino le sue opere più importanti, tra le quali la basilica di Superga e la palazzina di Stupinigi.

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