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Ferrara


Città che ha dato vita ad una importante signoria nel 1300, che fa capo ai d’Este. In particolare Nicolò d’Este è responsabile dell’introduzione della cultura rinascimentale in Ferrara. Da vita ad uno studio umanistico (Guarino Veronese) e contemporaneamente accoglie alcuni fra i maggiori artisti italiani ed europei, fra cui Leon Battista Alberti.
Gli artisti che operano a Ferrara sono soprattutto stranieri, perché la città non è ancora in grado di dare vita ad una propria scuola artistica. Ciò avvera con Borso, il figlio di Nicolò: è un importante esponente del mondo delle signorie italiane e vuole una scuola pittorica formata da artisti che dipendono direttamente dalla corte, quindi artisti che sono assunti e direttamente spesati dalla corte estense. È una trasformazione significativa, poiché gli artisti che arrivano per brevi periodi non possono gestire programmi artistici complessi e duraturi, mentre artisti che lavorano alle dirette dipendenze della corte possono farlo.

L’artista che ha la funzione di creare la scuola pittorica è Cosmè Tura: purtroppo, della sua biografia abbiamo scarse informazioni. In particolare non conosciamo la sua formazione artistica e la sua data di nascita. Cosmè Tura dimostra di avere ricevuto una formazione artistica a Padova, nell’ambiente di Squarcione (maestro di Mantegna). A partire dal 1451 è ufficialmente assunto alla corte di Borso: come qualsiasi altro artista cortigiano, è impegnato in vari ambiti della produzione artistica. Realizza bardature, cimieri, oreficeria da tavolo, bandiere, carte da gioco e dipinti: l’artista di corte doveva essere eclettico, ovvero si doveva esprimere in vari settori per soddisfare le varie necessità del signore. Più un artista era flessibile, maggiore era la possibilità di avere sostegno da parte del signore.
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