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Raffaello è ritenuto il pittore che dipinge per dono naturale, e senza sforzo raggiunge la perfezione. Risente di qualsiasi opera che abbia visto: copia le opere degli altri senza preoccuparsi di nasconderlo. Ciò che per gli altri è copia, per lui diventa cultura (una felice riproposizione di ciò che vede). Egli osserva e studia tutto ciò che gli si offre coordinando gli elementi in un nuovo contesto che è esclusivamente suo.
Nelle ritrattistiche riesce a far parlare i personaggi. Ripropone in pittura l’architettura delle opere che ha visto.

La Madonna del cardellino

I personaggi rappresentati sono la Madonna, il bambino e san Giovannino, chiusi in una piramide. Non c'è la prospettiva aerea, ma i contorni sono più attenuati e i volumi più aggraziati. Quindi c'è una maggiore chiarezza nella rappresentazione del paesaggio che è più sereno infatti Raffaello è il pittore della serenità. I personaggi stanno in un rapporto di affetti familiari e la natura circostante è un luogo amico.

Nei ritratti Raffaello cerca di rendere le caratteristiche esteriori e interiori del personaggio che rappresenta. I dati fisionomici reali davanti ai quali egli si è trovato hanno provocato in lui una reazione dalla quale è nato quel ritratto diverso da ogni altro, perché unica è la persona rappresentata e unico è il momento spirituale in cui l’autore si trova mentre compie l’opera.

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