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L’artista romantico si sente parte integrante della natura, vi si immerge profondamente e questa con la sua bellezza fa scaturire nell’uomo sentimenti ed emozioni. Ne ‘Le falesie di gesso di Rugen’, dell’artista romantico tedesco Friedrich, protagonista del dipinto è la natura che si stende magnifica di fronte ai personaggi che la osservano. La scena suggestiva sembra incorniciata prima tra le scogliere bianchissime, poi fra due grandi alberi ai lati i cui rami disegnano una sorta di cerchio. Nella zona in ombra alla base della tela una donna vestita di rosso, seduta sul prato al bordo del precipizio, aggrappata ad un arbusto, guarda verso il basso e indica qualcosa. Accanto a lei, carponi sul ciglio dello strapiombo, un uomo, appoggiati il bastone e il cappello si sporge timoroso oltre l’orlo del precipizio mentre un secondo uomo, in piedi, si trova all'estremità destra della scena: appoggiato ad un tronco osserva pensoso il baratro sottostante, assorto in lontani pensieri. Il loro atteggiamento, rivela una curiosità che Friedrich è riuscito a instillare anche in coloro che vedono il dipinto. Le figure sono poco più che sagome in controluce, marginali rispetto alla vastità dell'orizzonte marino e alla bellezza della natura incontaminata. Il mare, solcato da due piccole vele è reso con varie gamme di azzurro: man mano digrada verso la linea d’orizzonte rosa, dove sembra di cogliere il senso dell’infinito fino ad impallidire in un azzurro sempre più chiaro che si confonde col cielo.

Il quadro è una celebrazione della grandiosità della natura rispetto alla piccolezza umana: i tre sono colti in bilico sul vuoto, la loro posizione sottolinea la caducità dell’esistenza umana, quel filo sottile che lega insieme la vita e la fine di essa. Tutto sembra protendersi verso il precipizio.
I personaggi sono di spalle, rifiutano il pubblico, non sono interessati allo spettatore ma alla natura, e sono saliti fino in cima ricercando la solitudine per provare emozioni forti che possano dare conforto in una realtà deludente come il viandante sul mare di nebbia. La scena di forte impatto emotivo trasmette la sensazione dell’infinita grandezza della natura umana.
Sta cambiando l’uso della pennellata che diventa molto più libera; non scompaiono ancora del tutto i contorni ma l’immagine è costruita con i colori. I romantici dipingevano con pennellate di colore.
Il romanticismo inglese è simile come idee di base a quello tedesco ma i temi del paesaggio inglese non sono sublimi, il paesaggio è paesaggio. Rispetto a Friedrich scompare la linea, i contorni, gli artisti lavorano con il colore, con piccoli tocchi. A questo si aggiunga che il taglio dell’immagine è casuale, non ha un valore di documentazione ma è uno squarcio suggestivo, pittoresco. L’immagine non deve più significare altro che sé stessa deve solo emanare un’emozione. In conclusione il paesaggismo tedesco e inglese hanno in comune l’assenza di un tono epico e onirico e il colore puro che diventa soggetto eliminando i soggetti umani. L’attenzione di Turner si sposta su quelle parti del paesaggio che non sono direttamente influenzate dalla forma (acqua arcobaleno).

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